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Berlusconi ottiene la fiducia, il Governo regge ancora

Il responso: 316 i sì ottenuti dall'Esecutivo. Ma l'opposizione incalza: "Perdono pezzi"

Silvio Berlusconi nel corso di un discorso alla Cameradi Filippo Pazienza

Si è concluso come previsto, con l'ennesima fiducia ottenuta dal premier Silvio Berlusconi, l'empasse in cui il Governo era piombato dopo essere andato sotto alla Camera martedì scorso in occasione del voto sul rendiconto dello Stato. Sono 316 - contro 301 no - i sì ottenuti dal Governo che centra così l'obiettivo della maggioranza assoluta al termine di una votazione in cui sta già facendo discutere (all'interno della sinistra) la scelta di 5 deputati dei Radicali e 2 dell'Svp che presentandosi in aula al momento della prima chiamata hanno mandato a vuoto il tentativo dell'opposizione di non far raggiungere numero legale (315) nel corso della prima votazione. Escamotage che in ogni caso non avrebbe sortito gli effetti desiderati in quanto la maggioranza avrebbe comunque raggiunto la soglia minima necessaria.

Incandescente, come da copione, il dopo voto col mondo politico diviso a metà. Da una parte il Pdl e la Lega, soddisfatti per l'esito del voto e pronti a presentare un nuovo documento dopo la bocciatura di martedì; dall'altra le opposizioni che sottolineano invece la consistenza sempre più esigua dell'Esecutivo e considerano Berlusconi ormai sul viale del tramonto. Particolarmente duro il commento di Rosy Bindi, vicepresidente della Camera e presidente del Partito democratico, all'indirizzo dei Radicali: "I voti sono voti? No, gli stronzi sono stronzi". Opposizione che poi ha fatto il suo ingresso in aula al momento della seconda chiamata. Di certo, vista la situazione creatasi, per il Presidente del Consiglio già dalla prossima settimana ogni votazione rischia di rivelarsi un ostacolo particolarmente arduo da superare.

Di seguito una rapida carrellata delle reazioni al voto:

Berlusconi: "Ho la fiducia dopo aver sventato la figuraccia dell'opposizione che ha sbagliato i suoi calcoli mettendo in atto i vecchi trucchi del più bieco parlamentarismo e offrendo una immagine su cui gli italiani rifletteranno. La maggioranza è di 318, ma poiché oggi due deputati non sono potuti venire a votare la fiducia, la maggioranza è di 316. Due deputati erano impediti a venire, quindi siamo 316 dai 318 che eravamo. Oggi mi recherò al Quirinale, e uno dei temi di discussione col Presidente della Repubblica sarà la nomina del nuovo Governatore della Banca d'Italia".

Rosy Bindi, vicepresidente della Camera e presidente del PdBossi: "Appena sono arrivato in aula ho capito che la fiducia sarebbe passata. La Lega c'era tutta ed il Pdl anche. Il Governo regge fino al 2013? Non lo so. Per quanto riguarda il voto anticipato, Berlusconi andrà al voto quando lo decido io. Bankitalia? Nessuna novità".

Alfano: "
Il governo è più forte di prima, c'è stata la fiducia piena, a numeri pieni. Una maggioranza numerica e politica. La maggioranza è rafforzata, ora andiamo avanti con le riforme".

Franceschini: "
Ogni volta che si vota la maggioranza perde pezzi. Oggi hanno perso tre voti rispetto all'ultima fiducia e l'opposizione ha il dovere di provarci ogni volta. Di questo passo non siamo lontani. I Radicali non sono stati determinanti".

Di Pietro: "
Il governo non c'è più: non ha una maggioranza politica, ma solo numerica ed è dovuta al fatto che i radicali hanno cercato la loro visibilità".

Bersani: "Il governo morirà di fiducia. L'alternativa ora è rafforzata".
 
 

[14-10-2011]

 
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