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Morti bianche, presidio a largo del Gazometro

''il simbolo della notte bianca illuminato in ricordo delle vittime nei cantieri''

Una scala, alcune bandiere e 23 caschi gialli da lavoro appesi al muro. "Come il numero dei morti a Roma nei cantieri, 23 nel solo 2006", spiega Alessio D'Amato, presidente dell'associazione Rossoverde che questa mattina, insieme alla Sinistra europea, ha condotto un presidio a largo del Gazometro insieme a consiglieri di Regione e Comune, rappresentanti dell'XI Municipio.

"Chiediamo che il simbolo della Notte bianca capitolina, il Gazometro, venga illuminato in ricordo delle morti sul lavoro - dice ancora D'Amato che è anche capogruppo alla Pisana del Pdci - le amministrazioni devono adoperarsi al massimo per arginare il fenomeno con l'assunzione di 300 nuovi ispettori del lavoro e l'approvazione al più presto di una legge regionale di controllo sugli appalti. L'Italia, purtroppo, ha la maglia nera in fatto di sicurezza sul lavoro e vittime per infortuni e la situazione è anche peggiorata, rispetto agli anni scorsi, grazie al diffondersi del subappalto".

I dati sulle vittime da infortuni sul lavoro sono impressionanti e, spesso, calcolati per difetto, secondo Ivano Peduzzi, capogruppo Prc alla regione lazio. "Purtroppo, questo tipo di incidenti non viene neppure inserito nelle statistiche, specie quando non sono mortali - ha detto l'esponente comunista - penso ai lavoratori dell'agricoltura, un settore neppure preso in considerazione". La giunta regionale approverà a breve una nuova norma, proposta dall'assessore Tibaldi. "Si tratta di una legge che abbiamo elaborato con sindacati e movimenti - continua Peduzzi - prevede l'eliminazione del meccanismo del massimo ribasso e l'obbligo, per il committente dell'appalto, di accertamento sul rispetto delle regole per la ditta commissionata. Inoltre, è in preparazione un consiglio straordinario per il 25 giugno prossimo proprio sull'argomento della sicurezza sul lavoro, alla vigilia della conferenza regionale indetta per il 26 e 27 giugno". Anche i municipi possono fare la loro parte. "L'Osservatorio comunale sulla sicurezza dovrebbe essere articolato in senso territoriale - ha detto Andrea Catarci, minisindaco dell'XI municipio - una valenza forte per chi ha le radici nel territorio come le amministrazioni di prossimità che potrebbero creare una banca dati monitorando negozio per negozio e cantiere per cantiere".

 
 

[27-04-2007]

 
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