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Riprendono le scuole, tra proteste e sit in

manifestazione nazionale prevista per il 7 ottobre

Non si può dire che sia stato un inizio sereno. Gli istituti scolastici di Roma hanno riaperto i cancelli oggi, ma studenti, insegnanti, presidi, personale ata e genitori, hanno tutti avuto buone ragioni per protestare. Classi troppo affollate, edifici malmessi, arredi mancati, posti di lavoro tagliati, prezzi dei libri alle stelle, fondi ridotti. Per motivi diversi le voci del disagio si sono levate fin dalla mattina in tante iniziative in giro per la città.

Il problema è che i soldi non ci sono. Nei giorni scorsi è arrivata dal governo l’ultima sforbiciata ai fondi per l’autonomia scolastica, ridotti di un ulteriore 38%. Per il 2011 gli istituti avranno a disposizione 79 milioni di euro, lo scorso anno erano stati 127. Dal 2001 la riduzione è arrivata al 71%. Insomma, gli istituti hanno ben poca autonomia con queste cifre e per finanziare attività come il recupero e il sostegno agli alunni in difficoltà o disabili, ma anche per corsi si lingue, gite, attività teatrali o alternative alla religione cattolica devono far ricorso ai portafogli dei genitori.

Ormai è la prassi. L’ha giudicata illegittima la ragioneria generale dello Stato e criticata il ministro Gelmini, ma per molte scuole è ormai inevitabile. Come ad esempio per la Scuola Media Giuseppe Moscati dove i genitori pagano di tasca propria 100mila dei 183mila euro totali in bilancio.
 
 

[12-09-2011]

 
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