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Omicidio Rafael Cohen, due indagati

prende piede la pista del movente passionale

A quasi tre mesi dall’omicidio di Rafael Cohen, il commerciante ebreo ucciso con una coltellata al cuore lo scorso 13 giugno nell’androne della palazzina dove abitava, in via Lanciani, gli inquirenti potrebbero aver imboccato la pista giusta. Due uomini infatti sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati.

Dalla Procura non trapela quasi nulla. Il riserbo degli inquirenti intorno alle indagini è assoluto, tanto che pure sul movente rimangono in piedi più ipotesi.

Nelle scorse settimane gli investigatori hanno ascoltato diverse persone e hanno ricostruito le relazioni di affari della vittima. L’omicidio potrebbe essere maturato in quell’ambiente.

Ma a farsi strada c’è anche un movente passionale. Forse Rafael Cohen potrebbe aver stretto un’amicizia con una donna, un’amicizia che non sarebbe andata giù ai parenti o agli amici di lei. A tal punto da scatenare una ritorsione omicida. Ad essere esclusa sarebbe solo la pista antisemita.

Cohen, 74 anni, era molto conisciuto e stimato nella comunita’ ebraica cittadina. Nato a Tripoli, era arrivato a Roma nel 1967. L’assassino lo ha aspettato nella portineria vuota della palazzina: un singolo fendente al petto ha ucciso l’uomo. Nessuno dei condomini avrebbe sentito né visto nulla. L’arma del delitto, un coltello dalla lunga lama, non è mai stato trovata.
 
 

[06-09-2011]

 
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