Giornale di informazione di Roma - Giovedi 14 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Cinema
 
» Prima Pagina » Cinema
 
 

Ruggine

di Daniele Gaglianone. Con Stefano Accorsi, Valeria Solarino, Filippo Timi

di Rosario Sparti

Il film racconta il mistero di un bambino scomparso nei pressi di un capannone della ditta di recupero di materiali ferrosi nelle vicinanze di un quartiere periferico di Torino. Nello stesso luogo dove si perdono le tracce del bambino, che fa parte di una banda di ragazzini figli di immigrati meridionali, una settimana prima era stata ritrovata morta una bambina.

Daniele Gaglianone è un bravo regista, autore di mirabili opere come I NOSTRI ANNI e il recente PIETRO, purtroppo il suo lavoro è quasi del tutto sconosciuto al grande pubblico. Questa volta, adattando l’omonimo romanzo di Stefano Massaron, cerca di andare incontro ad un pubblico più vasto pur non tradendo il suo stile, grazie a un budget più elevato e la presenza di un cast composto da volti noti del nostro cinema come Filippo Timi, Valeria Solarino, Stefano Accorsi e Valerio Mastandrea.

Caratterizzato da uno stile, che alterna estetismi a una ruvidezza quasi documentaristica, il regista, grazie anche alla colonna sonora che si avvale di rumorismi metallici, cerca di trasmettere la sgradevolezza di quest’incubo che attanaglia i protagonisti anche col passare degli anni. Il film alterna passato e presente senza particolari legami narrativi, regalando una descrizione dei quartieri popolari del Nord Italia sapiente e molto ben congegnata. I rituali dell’infanzia riescono a far emergere la crudezza di quel vivere, il senso di lontananza da una certa civiltà, che in questo è rappresentata, come figura di potere, dal personaggio di Filippo Timi, incarnazione d’un fiabesco orco che da modo all’attore di dare il peggio di sé tra manierismi e recitazione sopra le righe.

Purtroppo la storia non riesce a colpire allo stomaco come vorrebbe, risultando invece spesso goffa o irrisolta, in particolare per quello che riguarda i personaggi adulti. La ruggine che si è insediata nell’animo dei protagonisti finisce per deteriorare la stessa pellicola. Un vero peccato per un regista che avrebbe meritato una migliore presentazione al pubblico di massa.
 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[03-09-2011]

 
Lascia il tuo commento
 
 
 
  CORRELATE