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Casilino, studente travolto dalla metro

si attendono i risultati dell'autopsia

Un assurdo incidente che ancora non ha una chiara dinamica. Gli inquirenti vogliono andare fino in fondo per capire come abbia perso la vita il giovane studente fuorisede che è stato trovato morto sui binari della ferrovia Roma Pantano all’altezza di via degli Orafi.

Il ragazzo, 26 anni, originario di Cosenza, abitava proprio a pochi passi dalla ferrovia. Gli amici che vivevano con lui sono sconvolti, non se la sentono di parlare alle telecamere, ma a microfoni spenti raccontano di un ragazzo solare e con la testa sulle spalle. Nessuno sa spiegarsi cosa sia accaduto all’alba di oggi.

La fermata della metropolitana a quell’altezza è sempre affollata di pendolari che ogni giorno si muovono per motivi di studio o di lavoro. Un attraversamento pedonale consente di muoversi da una parte all’altra dei binari. La visuale è buona, piuttosto semplice avvistare i treni in arrivo che, tra l’altro, a questa altezza viaggiano lentamente. Possibile che il ragazzo non abbia visto la metro in arrivo? E chi guidava il mezzo non ha fatto in tempo ad accorgersi della presenza di qualcuno sui binari?

Interrogativi che i carabinieri della compagnia di Frascati, che si occupano del caso, dovranno chiarire. Uno degli elementi che fa propendere per l’incidente è il grasso trovato dagli investigatori della scientifica sulla magliatta del giovane, sarebbe identico a quello presente sulle parti meccaniche del treno. Maggiori chiarimenti potrebbero arrivare dall’autopsia disposta dal pm Stefano Pesci e dagli interrogatori in corso da parte degli inquirenti dell’arma che stanno cercando di ricostruire le ultime ore di vita del ragazzo

 
 

[23-04-2007]

 
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