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Vicende di via Gradoli, richiesti otto rinvii a giudizio

si tratta di quattro carabinieri e tre spacciatori

Per le vicende del presunto ricatto ai danni dell'ex Governatore del Lazio Piero Marrazzo e l'omicidio del pusher dei trans Gianguarino Cafasso, la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di otto persone. Si tratta di quattro carabinieri e tre spacciatori. E’ stata richiesto il rinvio a giudizio per cessione di droga per la trans brasiliana detta “Natali” che era stata sorpresa, in via Gradoli, con Marrazzo il 3 luglio del 2009.

Del presunto ricatto ai danni di Marrazzo rischiano quindi di finire sotto processo i carabinieri, già in servizio nella compagnia Trionfale, Nicola Testini, Luciano Simeone e Carlo Tagliente. Per il tentativo di commercializzazione del video realizzato in occasione del blitz avvenuto nell'abitazione di Natalì, il 3 luglio 2009, in via Gradoli, è accusato il carabiniere Antonio Tamburrino. Per l'omicidio Cafasso, la procura ha accusato formalmente Testini. Gli inquirenti lo ritengono responsabile di avergli ceduto "un quantitativo di droga - è detto nel capo di imputazione - di identità non esattamente accertata, consistente in una miscela di eroina e cocaina tale che ne risultava accentuata la potenziale lesività" cagionando, al "fine di procurare a sè medesimo e ai suoi complici Luciano Simeone e Carlo Tagliente, l'impunità dei reati», la morte dello stesso Cafasso". Non solo, Testini e Tagliente sono accusati anche di una serie di rapine ai danni di alcuni transessuali commesse in occasione di altrettanti blitz nelle loro abitazioni, mentre erano in compagnia di clienti. In particolare, in due di queste situazioni, si sarebbero appropriati rispettivamente di 6000 euro, due cellulari ed una play station e 700 euro, un monile d'oro, un cellulare ed alcuni profumi. Ad essere accusati di spaccio di droga, oltre a Natali, sono Emiiano Mercuri, Massimo Salustri e Bruno Semprebene.

Per i fatti cominciati con il presunto ricatto a Marrazzo rimane ancora aperto, in procura, invece il caso della morte di Brenda, la trans testimone morta il 20 novembre del 2009 dopo un rogo scoppiato nel suo appartamento.     
 
 

[28-07-2011]

 
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