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Ministeri al Nord, stop del Quirinale

Lettera di Napolitano a Berlusconi: "Rilievi e preoccupazioni per il decentramento"

Napolitano-Bossi

di Filippo Pazienza

Dopo la doppia batosta subita tra Amministrative e Referendum e le continue difficoltà in Aula (dopo i casi Papa e Tedesco, sono delle ultime ore gli inciampi sul tema rifiuti), un altro ostacolo si materializza sulla strada del Governo. Uno stop illustre, che giunge direttamente dalla massima carica istituzionale. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, come spiegato da una nota diffusa dal Quirinale, ha infatti inviato una lettera al Presidente del Consiglio per manifestargli le proprie perplessità in merito al progetto di decentramento di alcuni Ministeri al Nord del paese.

"Il Presidente della Repubblica ha oggi (ieri sera, ndr) inviato al presidente del Consiglio una lettera contenente rilievi e motivi di preoccupazione sul tema, oggetto di ampio dibattito, del decentramento delle sedi dei Ministeri sul territorio": questo il testo integrale della nota che sparge ulteriore sale sull'attualità del dibattito politico e aumenta la pressione attorno a Berlusconi & company.

Il tutto, ad una settimana circa dall'inaugurazione dei nuovi uffici del ministero delle Riforme, della Semplificazione, del Turismo e dell’Economia alla Villa Reale di Monza che ha visto la partecipazione convinta dei massimi esponenti della Lega. "Rispetto e attenzione" sono i termini usati a Palazzo Chigi per indicare il termometro della reazione di Berlusconi mentre, in attesa di una risposta del Caroccio (destinatario principale della missiva presidenziale), l'intervento di Napolitano ha trovato un consenso trasversale al resto delle formazioni politiche.

Gianni Alemanno"Dopo molti segnali confusi era inevitabile che il presidente della Repubblica facesse sentire la sua voce a difesa delle prerogative costituzionali di Roma Capitale", ha commentato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, seguito a ruota da Italo Bocchino di Fil ("Napolitano con i suoi rilievi e la sua preoccupazione, esprime lo sdegno dell'intera nazione per l'autentica pagliacciata dell'apertura delle sedi ministeriali a Monza") e Pier Ferdinando Casini: "Il richiamo del Presidente della Repubblica interpreta un'esigenza di serietà avvertita in tutta la nazione".

Ferma, decisa e ovviamente più improntata al significato politico anche l'interpretazione degli esponenti dell'opposizione. "Il Capo dello Stato ha bocciato la buffonata della Lega", ha sentenziato il capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, cui ha fatto eco l'ironico commento di Leoluca Orlando dell'Idv: "Il Governo e i suoi ministri si divertono a giocare con le sedi dei dicasteri, in aperta violazione della legalità costituzionale e del giuramento fatto sulla Costituzione".

 
 

[27-07-2011]

 
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