
Ammontano a 150 milioni di euro i beni riconducibili a due pregiudicati di Cassino, Luigi Terenzio e il figlio Vincenzo, sequestrati dagli uomini della direzione investigativa anitmafia di Roma.
L’operazione porta a compimento
un’indagine cominciata nel 2005 e culminata nel 2009 con misure cautelari in carcere per i due imputati. Gli ultimi sviluppi hanno permesso di intercettare 41 unità immobiliari, 22 terreni, 10 società, 2 maxi yacth. Di particolare valore l'auricola collina paradiso, un albergo ricavato da un convento del '700 poco distante da cassino, attrezzato con
piscine e bungalow.Attraverso crediti e mutui bancari la banda finanziava le proprie attività criminali, la principale delle quali era il traffico di capi di abbigliamento contraffatti. Merce proveniente dalla Cina, che attraverso napoli e cassino, veniva rivenduta al dettaglio nella capitale.
48 i rapporti bancari attribuiti presso istituti di credito e intermediari finanziari; 15mila le operazioni compiute in dieci anni, per un importo complessivo di 70milioni di euro. Secondo gli inquirenti i due avrebbero intrattenuto rapporti diversi clan della criminalità organizzata. In particolare con una famiglia di forcella e rifugiatasi nel lazio. E poi con esponenti del clan Casamonica e della ex banda della Magliana, tra cui i
Nicoletti.