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Aggressione Monti, preso il terzo picchiatore

I tre aggressori si sarebbero improvvisati giustizieri. Alemanno "non violenza politica ma violenza ultrà"

E' stato fermato il terzo aggressore di Alberto Bonanni, il musicista di 29 anni picchiato sabato notte nel rione Monti. Ora è caccia almeno ad un altro ragazzo se non a più persone che parteciparono al pestaggio del giovane. La Digos e gli uomini del commissariato Esquilino hanno fermato un ultrà giallorosso e "di destra", come i suoi amici già finiti in carcere Cristian Perozzi e Carmine D'Alise.

Secondo la polizia l'ultrà romanista, 23 anni, avrebbe colpito col casco Alberto quando già era a terra, esanime, per i calci e i pugni ricevuti dagli altri due. Poi è scappato, la sua fuga è durata sei giorni, è stato preso grazie alle testimonianze di chi ha assistito alla selvaggia aggressione. Calci, pugni, colpi di casco che hanno fatto finire Bonanni in coma profondo all'ospedale San Giovanni.

MOVENTE - Il movente dell'aggressione inizialmente sembrava poco chiaro, ma dopo le testimonianze è emerso un atteggiamento di "difesa del territorio" dei tre ragazzi di Monti. I giovani sono intervenuti dopo che un anziano si era lamentato per gli schiamazzi. I tre si sarebbero quindi improvvisati giustizieri, punendo il musicista anche in virtù di una sorta di controllo del territorio. Dunque, dopo Cristian Perozzi e Carmine D'Alise, entrambi di 21 anni, è finito in manette un altro giovane romano di origini irlandesi Gaetano Brian Bottigliero, 23 anni, ultrà della Roma, che nel 2009 era stato sottoposto al Daspo, ovvero da un Decreto di allontanamento dalle manifestazioni sportive, per aver acceso e lanciato due fumogeni durante la partita Roma-Basilea.

Tutti e tre gli arrestati sarebbero gravitanti nella destra romana, pur se non iscritti a nessun movimento: una destra non ideologica ma 'fai da te'. I tre fermati, ora in carcere, sono accusati di tentato omicidio.

CONDIZIONI DI ALBERTO - A quasi una settimana dall'aggressione, le condizioni di Alberto sono ancora gravi. Anche oggi in ospedale un via vai di amici del ragazzo che cercano di sostenere i familiari. Solidarietà è arrivata anche da diversi altri musicisti, soprattutto della scuola romana 'Saint Louis', la stessa frequentata da Alberto.

ALEMANNO - "Non violenza politica, ma violenza ultrà -ha commentato Alemanno - Si tratta di una violenza da stadio, sappiamo bene che esiste un problema reale. Sono presenti delle bande attive, più o meno colorate dal punto di vista politico e quindi bisogna essere molto attenti e molto vigili. Esistono delle sacche violente, che devono essere attentamente vigilate, proprio per evitare che ci siano situazioni di questo genere: per evitare che una normale sera della vita notturna romana si trasformi in una tragedia".
 
 

[02-07-2011]

 
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