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Omicidio pastore in via Appia

altri tre arresti, gli assassini cercavano "il tesoro" del 79enne

Doveva essere un lavoro facile: arrivo in Italia, rapina ad un pastore 'segnalato' e ritorno con i soldi in Romania. Tutto in assoluta tranquillità. Ma la sorpresa era dietro l'angolo: quel pastore che viveva in una roulotte nelle campagne romane aveva con sè una pistola scacciacani che ha deciso di utilizzare per spaventare i rapinatori. La notte tra il 18 e 19 giugno scorsi, la rapina è diventata così tragedia. Bastonate su bastonate, fino a portare alla morte Sabatino Onofri, 79enne. Il primo romeno aveva pianificato la rapina nel suo Paese; aveva lavorato alle dipendenze di Onofri ed era convinto che il pastore avesse 16mila euro (di cui al momento non c'è alcuna traccia). Sapeva anche che in quella roulotte Onofri viveva da solo.

Altre tre persone sono finite in manette per l'omicidio di Onofri. Subito dopo l'uccisione del pastre i carabinieri arrestarono due persone di nazionalità romena di 25 e 45 anni. Ora le indagini condotte  dai militari della compagnia Roma eur hanno portato al fermo di altri 3 stranieri, anch’essi romeni, che avrebbero preso parte all’aggressione.  Il cerchio si è chiuso grazie alla collaborazione degli uomini del comando provinciale di Cosenza. Gli investigatori dell’arma da giorni erano sulle tracce dei tre, due 19enni e un 23enne, tutti incensurati. Avevano trovato rifugio nelle montagne del capoluogo calabrese, in attesa di partire per la Romania in treno. Al momento del fermo, il 23enne (figlio di uno dei primi due arrestati) si trovava proprio alla stazione ferroviaria di Cosenza.  Solo per pochi attimi, il giovane non ha preso il treno che gli avrebbe consentito di rimpatriare. Gli altri due sospettati di aver fatto parte del branco che ha ucciso barbaramente il 79 pastore di origine abruzzese.  Sono stati fermati invece nella provincia di Cosenza. Condotti a Roma, anche per loro si sono aperte le porte del carcere di Regina Coeli.
 
 

[01-07-2011]

 
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