Giornale di informazione di Roma - Domenica 17 dicembre 2017
 
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Il pallonaro Lazio
 
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Lazio: alla fine č quinto posto e Europa League

Lecce battuto da un goal di Rocchi, due di Zarate e un autogoal. All'Udinese basta un pari contro un Milan rinunciatario, ma nessuno grida allo scandalo.

Il verdetto è finalmente arrivato. La Lazio ha lottato fino all'ultimo minuto del suo campionato per raggiungere l'obiettivo massimo, quel posto ai preliminari di Champions League che si aggiudica l'Udinese di Guidolin, appaiata in classifica ai biancocelesti ma con una migliore differenza reti. I tre punti di Lecce permettono comunque di suggellare con una vittoria una stagione dignitosa, con più luci che ombre, conclusasi tra l'altro, per quanto possa contare, appena davanti ai cugini giallorossi.

LA PARTITA  Il Lecce onora l'impegno ma gioca una partita senza troppi tatticismi, lo spettacolo ne giova e le occasioni fioccano fin dall’inizio, sia da una parte che dall'altra. Al 6' Rocchi entra infatti nel tabellino dei marcatori con un diagonale sinistro che trafigge Benassi. Zarate sfiora il raddoppio ma trova il palo e al 29' è ancora Rocchi a divorarsi un goal già fatto, dopo aver aggirato l'estremo difensore avversario. Al 32' il pareggio dei salentini avviene in maniera rocambolesca: Coppola tenta un cross al volo e la palla va finire sotto l'incrocio dei pali, beffando Muslera. Passano due minuti e Zarate si rifà, riportando la Lazio in vantaggio con un bel diagonale destro su assist di Rocchi. Al 41' Piatti s'infila in area e riporta di nuovo il risultato in parità. Zarate ci riprova ma ancora una volta, a porta vuota, l'attaccante laziale calcia sull'esterno della rete.
Secondo tempo che inizia col botto: al 51' Rocchi salta ancora Benassi che stavolta lo stende, beccandosi il rosso e mandando la Lazio sul dischetto. Zarate spiazza Rosati per il terzo vantaggio biancoceleste. La gara è ormai in discesa e al 61' Vives, colpendo male su angolo di Zarate, la consegna direttamente alla Lazio. L'ultima parte del match è pura accademia, con un orecchio al Friuli, dove il risultato però non si sblocca e rimane inchiodato sul pareggio.

Fa sorridere pensare alle polemiche di un anno fa dopo aver visto questo scontatissimo finale di campionato. Squadre rinunciatarie e risultati facilmente pronosticabili, sovvertiti e modificabili solo ed esclusivamente in caso di rivalità storiche o attriti recenti. La Lazio ha perso il treno Champions a Udine e ormai era troppo tardi per rimediare, ma una domanda resta: dove sono finiti tutti i moralisti che gridavano alla farsa, all'anticalcio appena dodici mesi fa? La verità è che purtroppo il sistema calcistico italiano è marcio dall'interno ed è sempre meglio evitare di mettersi in situazioni simili, dove le motivazioni fanno, purtroppo, la differenza. Si riparte quindi dall'Europa League e dalla riconferma di Reja, cercando nel mercato estivo quel salto di qualità che sembra, nell'era Lotito, non arrivare mai. Poche chiacchiere e tanti fatti perciò, da qui a settembre: che si punti finalmente in alto, anche col rischio di fallire. La mediocrità ormai ha stancato il tifoso laziale ed è ora che qualcuno se ne accorga.

Valerio Lazzari 

LECCE-LAZIO 2-4 (2-2)

Rete: 7' Rocchi (Laz.), 33' Coppola (Lec.), 35' Zarate (Laz.), 41' Piatti (Lec.), 53' rig. Zarate (Laz.), 63' aut. Vives (Lec.)

 

Lecce (4-4-2): Benassi; Donati, Giacomazzi, Giuliatto, Brivio; Munari, Vives, Coppola, Mesbah (48' Corvia); Di Michele (53' Rosati), Piatti (48' Chevanton).

In panchina: Fabiano, Rispoli, Grossmuller, Jeda. All. De Canio. 

 

Lazio (4-2-3-1): Muslera; Lichtsteiner (83' Scaloni), Biava, Dias, Garrido; Ledesma, Brocchi; Mauri, Hernanes (46' Gonzalez), Zarate; Rocchi (64' Floccari).

In panchina: Berni, Stendardo, Sculli, Kozak. All. Reja.

 

Arbitro: Gianluca Rocchi di Firenze

Assistenti: Ghiandai, Giordano

IV Uomo: Damato

 

Note: espulso Benassi (Lec.) al minuto 52 per fallo da ultimo uomo.

 

Recuperi: 2' p.t., 2' s.t.

[23-05-2011]

 
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