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La scuola si ribella ai test Invalsi

un docente su tre contrario al quiz del Ministero

La scuola romana, o almeno una buona parte tra studenti e professori, si ribella al ministro Gelmini e per protestare contro i tagli all’istruzione boicotta i test Invalsi.

In molti istituti della capitale i ragazzi hanno deciso di non compilare il quiz voluto dal ministero per la valutazione dei livelli di apprendimento degli studenti. In base a risultati del test il Ministero trae anche dei dati sul lavoro degli insegnanti.

La prova Invalsi, quest’anno è stata estesa anche alle superiori, e comprende due prove che valutano la preparazione dei ragazzi in italiano e matematica. Domani sono previsti i test alle scuole medie e dopodomani sarà la volta dei quiz di matematica alle elementari. Alla protesta, intanto, hanno già aderito centinaia di studenti delle superiori; all’Orazio su 130 ragazzi presenti, 108 hanno consegnato in bianco. 60%, di “astensione” anche al liceo Macchiavelli. Al Visconti si registrano 90 schede bianche su 130. Stessa situazione all’Albertelli e al Virgilio. All’Augusto un’intera classe si è rifiutata di rispondere al test.

Tra i professori, secondo il Cobas, l’adesione è stata di circa il 30%. Un docente su tre si è rifiutato di distribuire la prova ai ragazzi. Le proteste contro i tagli alla scuola e la riduzione del numero delle classi, spesso troppo affollate, continuano almeno per altri due giorni, con lo sciopero indetto dal sindacato Unicobas ed il boicottaggio dei test.
 
 

[11-05-2011]

 
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