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Immigrazione, tunsini a Civitavecchia

il sindaco Moscherini "basta arrivi"

Aumentano i tunisini ospitati nella caserma De Carolis di Civitavecchia, ma la situazione rimane sotto controllo. Dopo l’arrivo di altri 70 profughi, i tunisini nell’ex caserma sono oltre 600. Una vicenda, quella di Civitavecchia, che è esplosa nel giro di una settimana, ma che non sta creando tensioni tra gli stranieri e la popolazione locale, come ci racconta il sindaco della città, Giovanni Moscherini.

"C'è un sistema sereno -ha detto Moscherini- i tunisini sono tranquilli ma la caserma è al limite. Spero che le strutture non vengano sopraffollate".

Il primo citadino spiega che i tunisini ospitati nella caserma stanno vivendo tranquillamente questa fase di transizione. Hanno abbigliamento, cibo e possibilità di svagarsi. Hanno saputo che i permessi di soggiorno temporanei che aspettavano sono stati bloccati dall’Unione Europea, ma il nervosismo è gestito senza alcun problema dalla polizia e dalle autorità locali. La speranza è che l’empasse politico si sblocchi nel giro di qualche giorno. La soluzione migliore, per il sindaco di Civitavecchia, resta quella di consentire ai tunisini di ricongiungersi con parenti e amici che vivono e lavorano in altri paesi europei.

Nel frattempo, Moscherini auspica che non arrivino altri profughi, visto che la caserma De Carolis è inadatta a diventare un centro di accoglienza permanente e la sua capienza è già al limite.
 
 

[12-04-2011]

 
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