Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 13 dicembre 2017
 
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Boris il film

di Giacomo Ciarrapico, Mattia Torre, Luca Vendruscolo. Con Francesco Pannofino

di Francesco Picerno

Rene Ferretti è un regista che ha sempre fatto televisione e brutta fiction. Finalmente ha la possibilità per il grande salto:  lavorare per il cinema con una sceneggiatura impegnata politicamente. L'ambiente che si troverà di fronte  sarà come al solito ostico.

Dopo il successo della sit-com andata in onda per Fox Italia, BORIS diventa finalmente un film. I registi sono gli stessi delle prime due serie (Vendruscolo, Torre e Ciarrapico), come anche il cast dei personaggi (se si esclude Corrado Guzzanti). Gli intenti, l'ironia e l'approccio sono i soliti: umorismo scorretto, personaggi nevrotici e sopra le righe e l'ostentata volontà di smascherare le ipocrisie del mondo dello spettacolo, e in questo caso, della vita sociale/politica del nostro paese.

Intenti che riescono solo però  nella prima parte del film - quella della preparazione a "La casta" -, dove il protagonista Renè (interpretato dal bravissimo Francesco Pannofino) si trova immischiato in una galleria di situazioni comiche, paradossale e surreali, tutte legate alla apparente diversità tra il mondo del cinema e quello della televisione. Elementi  intelligentemente incastrati in un buon ritmo cinematografico e resi bene specialmente nel descrivere il senso di spaesamento e ansia del protagonista. Ma come succede spesso quando si trasporta una serie tv al cinema il rischio è quello di non preoccuparsi di chi non conosce nulla dell’opera d’origine. Tanto che in brevissimo tempo (chiaramente con l'ingresso prepotente dei personaggi storici) il film si riduce in una serie di sketch ripetitivi e già visti in eccesso sul piccolo schermo.

E quindi accade che le poche sequenze che rimangono come bellezza ed efficacia (e che giustificano il passaggio al cinema) sono quelle estranee al culto costruito dai fan della serie: vedi la geniale scena di Nicola Piovani che consegna il suo Oscar durante una partita di poker. E l'unico personaggio azzeccato forse è proprio la new entry: l'attrice nevrotica che parla a bassissima voce (strepitosa la sequenza in cui picchia "lo stagista schiavo"). A deludere, e in certi casi ad annoiare, sono  i ruoli più attesi : l'attrezzista biascica, l'attore stanis la rochelle, fino ad  arrivare ad Itala, la segretaria di edizione. I fan saranno indubbiamente appagati, un po' meno tutti gli altri.
 



votanti: 10
Secondo te quanti euro merita??
 

[30-03-2011]

 
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