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Cronaca Giudiziaria
 
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Sesso in caserma, il carabiniere: “Lei ci stava”

interrogato uno dei quattro militari, saltano gli altri tre. La tesi della difesa: lei era consenziente.

“Lei era disponibile ed era lucida, non ubriaca. Lei ci stava, abbiamo bevuto un po’ ma non era ubriaca, era assolutamente lucida!”. Queste le parole del carabiniere coinvolto insieme ad altri due colleghi e a un vigile urbano, nella vicenda del presunto stupro di una donna, nella casera al quartiere Quadraro a Roma. Oggi, interrogato per oltre tre ore, dal procuratore aggiunto Maria Monteleone e dal sostituto Eleonora Fini, il militare ha raccontato la propria versione dei fatti, dichiarando che la donna era perfettamente consapevole e ben disposta ad avere rapporti sessuali con i quattro uomini, e che, per questo, non c’è stata alcuna violenza né costrizione da parte loro.

I quattro sono accusati di violenza sessuale di gruppo aggravata dall'abuso dei poteri e dei doveri inerenti a una funzione pubblica e dall'uso di sostanze alcoliche e compiuta “su persona comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale”.

Oggi è stato interrogato solo uno dei quattro indagati in quanto gli altri, per vari motivi, non si sono presentati in procura.  A breve, la stessa procura, per far luce su tutta la storia, potrebbe sollecitare un incidente probatorio sulla comparazione tra le tracce biologiche trovate sul corpo della donna e il dna dei quattro indagati.

Stefano Pesce
 
 

[21-03-2011]

 
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