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Bufera sulla presidente Polverini

inchiesta su casa Ater, affitto di favore?

La replica della governatrice del Lazio Polverini nei confronti di un articolo pubblicato dall’Espresso in cui la si accusa di aver usufruito, insieme al marito, di un alloggio Ater senza averne titolo non s’è fatta attendere con una chiara e secca smentita.

Secondo il settimanale il marito della Polverini Massimo Cavicchioli avrebbe usufruito di uno stabile dell’Ater in via Bramante nel quartiere San Saba e fino al 2004 anche la governatrice avrebbe abitato in questo stabile pagando un canone mensile di soli 130 euro.

L’appartamento, secondo la storia raccontata dall’Espresso, formato da quattro vani, bagno e cucina, è stato abitato da Renata Polverini per quindici anni, dal giugno del 1989 fino al 2004.

In quel periodo, la governatrice del Lazio stava scalando le gerarchie dell’Ugl. Difficile pensare –scrive l’Espresso- che lei e suo marito, anche lui ex sindacalista, oggi esperto informatico, avessero bisogno di uno degli alloggi che l’Ater dovrebbe destinare alle famiglie indigenti.

A destare ancora più perplessità, rivela sempre il settimanale, è che in quello stesso periodo Renata Polverini avrebbe acquistato e rivenduto case in diversi quartieri di Roma. Una girandola di compravendite tra Monteverde, Torrino, e Aventino, tutti appartamenti acquistati da enti pubblici come l’Inpdap o lo Ior e comprati a prezzi fuori mercato.

L’appartamento in via Bramante si trova ad esempio in una zona dove si possono arrivare a pagare anche 10 mila euro al metro quadrato per l’acquisto di una casa o 1.000 euro al mese per un appartamento di 60 metri quadrati: decisamente di più dei 130 euro pagati dalla governatrice del Lazio, che pochi giorni fa tuonava contro lo scandalo “affittopoli” tanto da istituire una commissione d’inchiesta sull’Ater.

In giornata è arrivata la risposta -nel merito della questione -della governatrice del Lazio che ha, in parte, smentito in una nota le accuse: "l'appartamento è stato assegnato, nei primi anni del '900, al nonno di Massimo Cavicchioli, consorte della presidente della Regione Lazio.  Negli anni '70 - prosegue la nota- la nonna paterna di Cavicchioli, Clementina Baratti, è subentrata legittimamente nell'appartamento in forza del principio della necessaria tutela dei nipoti. Nell'appartamento, dunque, replica la Polverini, è sempre vissuta la famiglia di Massimo Cavicchioli. Infine precisa la presidente della Regione, il canone, regolarmente pagato, non ammonta a 130 euro, bensì a tre volte tanto".


 
 

[18-03-2011]

 
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