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Si rinuncia a tutto, ma non a nuove auto pubbliche

Entro il 18 luglio, si rinnoverÓ quasi il 20% dell'intero parco di auto pubbliche

di Enrico Ferrara

Nel gennaio scorso ci prendemmo la briga di verificare se la spending review in materia di auto blu, avviata dal Ministro Tremonti e proseguita dal governo Monti, fosse stata fino in fondo applicata. Infatti, il decreto legge 98 del luglio del 2011 imponeva, con poche eccezioni, stringenti limitazioni per gli acquisti futuri di nuove auto di rappresentanza e servizio, per le quali fu fissato il tetto dei 1.600 c.c. di cilindrata. Un downsizing drastico e doloroso, data la tendenza dilagante nelle istituzioni pubbliche (che documentammo) di prediligere auto lussuose e di grossa cilindrata, di fattura per lo più tedesca.

Con Monti, non party - Il governo Monti e l’austerità tecnica decisero di spingersi ben oltre, vietando addirittura, per tutto il 2012, l’acquisto di nuove vetture e continuando nell’opera di smobilitazione del parco auto esistente. Niente più gare per acquisto o noleggio a lungo termine, insomma.
Archiviati il governo dei tecnici e la rigida disciplina di condotta, con le larghe intese i bandi di gara sono tornati. E con loro grandi sorprese.

Nell’ultima settimana, il sito della Consip S.p.a., società per azioni interamente controllata dal Ministero dell’Economia e Finanza, che lavora esclusivamente al servizio delle pubbliche amministrazioni, ha pubblicato 2 bandi di gara d’appalto proprio relativi alle auto pubbliche.

6.450 – Tante sarebbero le autovetture di cui avrebbero bisogno le P.a., per l’acquisto delle quali il 22 maggio è stato pubblicato un primo bando di gara. Il valore complessivo dell’appalto stimato in 133.294.819,00 euro, ovviamente i.v.a. esclusa. La scadenza è prevista alla fine di luglio, ben prima che scatti l’aumento dell'imposta sul valore, portandola, come previsto, dal 21 al 22 per cento. Una base d’asta non proprio in sintonia con la condizione di profonda crisi dell’economia italiana e con il clima di rigidi tagli alla spesa pubblica nazionale.

In una nota, Consip precisa che “la cifra citata dall’articolo è un massimale di gara e ciò significa che nessun euro viene effettivamente speso dalle amministrazioni e nessuna vettura viene acquistata. Il meccanismo delle gare, infatti, funziona come un accordo quadro valido per uno o più anni – in questo caso 12 mesi con opzione di proroga per altri 12 - per permettere alle amministrazioni – nel caso in cui ne avessero necessità -  di avere sempre una convenzione attiva per acquistare sempre al prezzo più conveniente pur garantendo i livelli di qualità necessari.” Specifica inoltre che si tratta per forze di polizia e tutela della sicurezza pubblica, che serve anche a fissare un prezzo di riferimento che secondo le rilevazioni del MEF e dell’Istat è mediamente del 15% più basso di quello normalmente praticato alle amministrazioni. Eppure la dizione del bando recita “Gara a procedura aperta per la fornitura in acquisto di Autoveicoli per le pubbliche amministrazioni”.

Eppure, lo Stato, dimenticato il rigore dei professori e con esso i divieti, si riscopre sempre più bisognoso di nuovi cavalli ed è analitico nelle sue necessità. La gara è, infatti, suddivisa in 11 lotti per 650 city car compatte, 2.200 auto compatte ma un po’ meno city, 550 berline piccole, 300 berline medie, 250 city car a gpl e 250 a metano, perché anche l’amministratore pubblico ci tiene a risparmiare almeno sul pieno di carburante; 450 autovetture 4x4 piccole dimensioni; 450 autovetture 4x4 medie per scopi di pubblica sicurezza; per finire, altre 450 Autovetture 4x4 grandi per scopi di pubblica sicurezza; 750 furgoni Medi, Autocarri e Minibus e Veicoli Multifunzione Trasporto Persone e/o Merci e persino 150 pick up 4x4. Tutto questo solo per 133 milioni di euro, senza i.v.a., s’intende, e nel rispetto del limite di cilindrata imposto da Tremonti. Insomma, un affarone.

Oltre l’acquisto, c’è il noleggio - Scorrendo l’elenco dei bandi di gara pubblicati, poco sotto quello del 22 maggio, ve ne è un altro, questa volta relativo al noleggio, a lungo termine e senza conducente, di altre 4.025 auto, tra ibride, diesel ed elettriche. Solo per 24 mesi e alla cifra non proprio irrisoria di una base d’asta di 80.359.236,00 Euro. In tutto, all’amministrazione pubblica, entro il 18 luglio, occorre rinnovare 10.476 auto, ovvero circa il 18% dell’intero parco auto pubblico nazionale.
Secondo i dati di Formez P.a., alla fine del 2012 la dotazione complessiva ammontava a 60.551 unità per un costo di gestione di 1,2 miliardi di euro. E’ doveroso rinnovare dotazioni obsolete ed usurate, ma è lecito altrettanto chiedersi se questa spesa oggi sia davvero necessaria, dovendo porre le basi per il rinnovo di un quinto della dotazione a quattro ruote.

@enricoferrara1

 
 

[26-05-2013]

 
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