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Puglia,Vendola abroga i vitalizi, ma poi ci ripensa

Cancellate a fine 2012 e reintrodotte a inizio Aprile, ora promettono di eliminarli di nuovo

di Enrico Ferrara

L’avevano giurata ai privilegi della politica e alle guarentigie intoccabili della Casta. Avevano promesso che non ci sarebbe mai più stato posto, tra i banchi del consiglio regionale, per tanti di quei benefici, spesso odiosi quanto sproporzionati, che non facevano altro che alimentare un’antipolitica ormai endemica. A partire dai tanto vituperati vitalizi, della cui abolizione, il 30 novembre scorso, si vantavano, trionfanti e inorgogliti, la giunta regionale pugliese con in testa il presidente Vendola.
Mai più vitalizi, insomma, per i consiglieri regionali avevano stabilito con la legge regionale 34/2012, che avrebbe dispiegato i suoi effetti già a partire dal 1° gennaio di quest’anno. Eppure, lo scorso 3 aprile è bastato un minuto e venti secondi, per ripristinare, con un emendamento di otto righe nascosto con furbizia in un provvedimento sul referendum, le odiate pensioni. Saranno i prossimi consiglieri regionali, infatti,a dover eliminare, per la seconda volta, le indennità abolite a novembre, perché quelli attualmente in carica alla pensione non ci vogliono proprio rinunciare.

A morte i vitalizi, viva i vitalizi – Eppure, nell’autunno scorso, a poche settimane dalle primarie del centro-sinistra, era stato lo stesso Vendola, riportato da titoloni magniloquenti ed entusiasti, a dichiarare di essere «per l’abrogazione dei vitalizi, il dimezzamento del numero dei parlamentari, la trasparenza dei bilanci e un tetto di spesa alle campagne elettorali…».
Oggi i consiglieri pugliesi devono avere cambiato idea, reintroducendo all’unanimità e con voto assolutamente bi-partisan quello che poco prima avevano cancellato. La legge regionale 34 del 2012 aveva stabilito, infatti, che «dal 1° gennaio i vitalizi» sarebbero stati «aboliti» e che i «consiglieri regionali non» sarebbero stati «più assoggettati alla trattenuta mensile del 15% dell’indennità di carica, salvo i diritti acquisiti già maturati all’entrata in vigore della norma di legge». Insomma, chi li aveva accantonati per almeno 5 anni se li teneva, gli altri no. Tutti, comunque, la somma, un tempo trattenuta, l’avrebbero messa direttamente in tasca.

E dire che non si trattava proprio di una piccola pensioncina. In base alla legge regionale n. 8 del 2003 (Testo unico sulle norme in materia di trattamento economico e previdenziale dei Consiglieri regionali della Puglia), a seconda del numero di anni trascorsi in Regione, le indennità “a vita” possono variare dal 35% al 70% dello stipendio mensile lordo, il quale, a dispetto dei sempre rinnovati mancati adeguamenti degli stipendi pubblici, viene indicizzato all’inflazione. In base alle attuali retribuzioni, peraltro decurtate agli 8.600 euro netti di indennità base, si calcola che 3 mandati consecutivi avrebbero permesso di accumulare circa 350 mila euro lordi.

Ci hanno ripensato - Il risparmio, stimato in 11 milioni di euro, che la Regione Puglia avrebbe conseguito dall’eliminazione dei vitalizi è stato vanificato in meno di 90 secondi. Si legge, infatti, nell’emendamento che ripristina le pensioni che «I consiglieri regionali eletti nella IX legislatura», cioè loro stessi, «hanno facoltà di versare le somme corrispondenti ai contributi previdenziali mensili di cui alla legge regionale 27 giugno 2003, n. 8 (Testo unico sulle norme in materia di trattamento economico e previdenziale dei Consiglieri regionali della Puglia), occorrenti per completare il quinquennio contributivo della legislatura in corso, purché abbiano maturato un’anzianità contributiva non inferiore a trenta mesi».
Alla notizia del fulmineo colpo di mano – il primo firmatario della modifica legislativa era lo stesso Vendola– il web si è mobilitato, scatenando una furiosa polemica su Facebook e Twitter. I capigruppo dei partiti di maggioranza, Pd e Sel, sono dovuti correre ai ripari. Dal coro entusiasta di applausi scroscianti si è passati ad un distino j’accuse popolare, che non ha lasciato scampo a Vendola e colleghi.

Dopo la pessima figura fatta davanti ai cittadini pugliesi, il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna (Sel), ha promesso «che l’emendamento sarebbe stato ri-abrogato nella seduta successiva». D’altronde, si sa, il consigliere regionale è mobile, qual piuma al vento.

Twitter@enricoferrara1


 
 

[27-04-2013]

 
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