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Qualcuno che non conosco

il secondo romanzo di Simone Luciani

Prendete Humphrey Bogart, con impermeabile, cappello inclinato sulla fronte e sigaretta fra le labbra. Prendete il suo fascino da uomo rude e mosso da un senso di giustizia del tutto personale. Prendete tutto ciò, e dimenticatelo. Perché Stefano Mori, protagonista di Qualcuno che non conosco (ed. Robin), secondo romanzo del libraio e giornalista Simone Luciani, è un (anti)eroe dei nostri tristi tempi. Goffo, incolto, grasso, impacciato. E tossicomane, vizietto che gli è costato il posto in polizia. Così ha ripiegato, senza troppa voglia, sul mestiere di investigatore privato. E, muovendosi in una Roma popolata di figure tragicomiche, mostruose e sconcertanti, ha il compito di ritrovare la scomparsa rampolla di una famiglia di quelle che contano. Camminerà eternamente in bilico sul filo della precarietà. La propria, quella di chi lo circonda e, più in generale, della nostra società. Nella sua indagine arriverà, fra colpi di scena e con un po' di fortuna, a delle verità. Precarie anch'esse.

Il lavoro di Luciani è quello di lavorare di dialogo e di sponda con i temi classici del noir, a partire dalla ricerca di una giovane scomparsa (da Chandler a Crumley a Scebanenco). E però, tutto viene attualizzato e rielaborato con la lente dei nostri tempi. Un'epoca in cui non ci sono eroi, e meno che mai investigatori alla Bogart (semmai, grassi, sporchi e perfino impotenti). In cui si ride amaramente, ma non si scivola nella parodia. In cui il sesso è specchio delle deformazioni e delle mostruosità. Suggestive le descrizioni dei quartieri romani, e in particolare di San Lorenzo, mirabilmente ritratto anche in copertina. Ottimo romanzo per i cultori del poliziesco.

casa editrice: Robin
titolo: Qualcuno che non conosco
autore: Simone Luciani

[15-07-2013]

 
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