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Marino torna sulle nozze gay: "Non stato un atto rivoluzionario"

"L'avvocatura del Campidoglio sta studiando gli aspetti giuridici per un eventuale ricorso"

"Certamente non ho compiuto un atto rivoluzionario”. Sceglie un basso profilo il sindaco di Roma Ignazio Marino tornando sulla questione dei matrimoni gay. Sabato il primo cittadino aveva controfirmato in Campidoglio 16 matrimoni contratti all’estero innescando la reazione del ministro dell’interno Alfano e del prefetto di Roma Pecoraro. “Marino sta firmando autografi – aveva detto il prefetto, invitando il sindaco al passo indietro, in mancanza del quale sarebbe scattato l’iter di annullamento. “Si è trattato di una trascrizione di documenti che sono già stati scritti in altri paesi della comunità europea o nel nord America  - ha ribadito oggi il sindaco di Roma, che ha minimizzato lo scontro. 

"Il prefetto risponde a un invito del ministro dell'interno. E' chiaro – ha aggiunto – che in tutto questo ci sono gli aspetti di tipo amministrativo, ma anche altri aspetti reali, che sono i bambini visti sabato in Campidoglio e che ritengo debbano avere la loro vita familiare riconosciuta”.  Proprio ieri il primo cittadino e il prefetto Pecoraro si erano incrociati a palazzo Valentini in occasione del primo consiglio della città metropolitana. “I rapporti con il prefetto sono assolutamente ottimi", ha sottolineato il sindaco, che intanto però si prepara ad una difesa ad oltranza delle 16 trascrizioni, non solo sul fronte politico, ma su quello legale.  A chi oggi gli chiedeva se pensa di fare ricorso alla corte europea dei diritti umani ha precisato:  “parlo solo quando conosco le carte. In questo momento l'avvocatura del Campidoglio sta studiando gli aspetti giuridici. Ma che per me conta di più come sindaco sono gli aspetti della vita della mia comunità".

[22-10-2014]

 
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