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Caso Budroni, oggi sono tre anni dalla tragica morte di Dino

l'avvocato Anselmo: "considerare legittimo l'omicidio di Budroni non conforme a quelle che sono le esigenze di giustizia"

Sono passati tre anni esatti dalla morte di Dino Budroni, il romano di 40 anni fu ucciso da un colpo di pistola la notte tra il 29 ed il 30 luglio sul grande raccordo anulare, al termine di un inseguimento con la polizia. A sparare fu il poliziotto Michele Paone, assolto con sentenza di primo grado lo scorso 15 luglio perché  “il fatto non costituisce reato”. Il pm Giorgio Orano aveva chiesto due anni e sei mesi di reclusione per omicidio colposo aggravato dall’eccesso di uso delle armi. Ma secondo il giudice monocratico l’agente ha usato legittimamente la pistola.

"L'assoluzione non c'è l'aspettavamo davvero, -dice Claudia Budroni, sorella di Dino-. Non ci aspettavamo certo una condanna esemplare ma l'assoluzione è stata una sorpresa". "Io credo che considerare legittimo l'omicidio di Bernardino Budroni -dice l'avvocato Fabio Anselmo, che assiste la famiglia Budroni-, non sia conforme a quelle che sono le esigenze di giustizia anche se accettiamo la sentenza. Io confido molto che l'appello possa ribaltare il primo grado".

Da tre anni la famiglia Budroni non si dà pace, mentre attende le motivazioni della sentenza di primo grado chiede ancora giustizia ed oggi ha ricordato dino nei pressi del luogo dove è stato ucciso.
 
 

[30-07-2014]

 
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