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Preiti, una perizia stabilirÓ la sua capacitÓ di intendere e di volere

al via il processo a piazzale Clodio che si svolge con il rito abbreviato

Una perizia psichiatrica richiesta dalla difesa stabilirà se Luigi Preiti, l’uomo che il 28 aprile sparò davanti a palazzo Chigi ferendo tre carabinieri, sia capace di intendere e di volere. Alla prima udienza del processo, che si celebra con rito abbreviato, oggi nell’aula 9 del Tribunale di Roma, c’era anche il 46enne calabrese che è accusato di quadruplice tentato omicidio, detenzione, porto e ricettazione della pistola utilizzata: una Beretta 7,65. Venerdì il giudice affiderà l’incarico di svolgere la perizia psichiatrica ad un esperto ed anche le parti potranno nominare dei propri consulenti.

“Un motivo della decisione del gup si può trovare – ha commentato l'avvocato Eriberto Rosso che nel giudizio rappresenta i carabinieri feriti – con il fatto che con la perizia si avrà un dato in più, quindi per completezza probatoria il giudice ha deciso di svolgere questo ulteriore verifica”

“La perizia è un atto dovuto”, hanno invece commentato gli avvocati Paparatti e Danielli che assistono Preiti. "L'accertamento sullo stato mentale di Preiti è indispensabile per valutarne la volontà al momento del fatto". Nella prima udienza di questa mattina il Gup ha anche accolto le costituzioni di parte civile da parte del Ministero della Difesa, dell’Associazione vittime del Dovere e dei tre carabinieri rimasti feriti nell’agguato a Palazzo Chigi, il più grave dei quali è Giandomenico Giangrande, rimasto gravemente ferito alla spina dorsale ed affetto da una
tetraplegia da lesione midollare.

 
 

[08-10-2013]

 
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