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Alemanno e la presunta tangente: "Falso non c'entro"

il sindaco non tra i sei indagati per corruzione e frode fiscale

Il sindaco Gianni Alemanno non è indagato nell'ambito dell'inchiesta su una presunta mazzetta da 600mila euro pagata in relazione all'appalto per 45 bus. Al momento sono sei gli indagati nell'indagine del pm Paolo Ielo per corruzione e frode fiscale, a seconda delle singole posizioni, tra cui non figura il primo cittadino capitolino. 

A fare il nome del sindaco Alemanno era stato Edoardo D'Inca Levis, l'imprenditore italiano residente a Praga arrestato circa un mese fa con l'accusa di aver fatto da mediatore nell'operazione dell'acquisto dei bus, avrebbe tirato in ballo la segreteria del sindaco Alemanno riguardo ad una presunta tangente di 600.000 euro.

Il sindaco, appresa la notizia ha commentato :"Non ho idea di chi sia il signor D'Incà Levis e nè il sottoscritto nè la mia segreteria si sono mai occupati di interferire nelle assegnazioni di appalti di qualsiasi genere, compreso ovviamente quello riguardante l'inchiesta in questione. Escludo nella maniera più categorica che membri della mia segreteria possano essere tra i destinatari di somme in denaro per questo o per qualsiasi altro affare".

 
 

[28-01-2013]

 
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