Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 28 settembre 2016
 
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Mommy

di Xavier Dolan. Con Anne Dorval, Suzanne Clément

di Rosario Sparti

Diane è una madre single, una donna dal look aggressivo, ancora piacente ma poco capace di gestire la propria vita. Sboccata e fumantina, ha scarse capacità di autocontrollo e ne subisce le conseguenze. Suo figlio è come lei, vittima di impennate di violenza incontrollabili che lo fanno entrare ed uscire da istituti. Nella loro vita, tra un lavoro perso e un improvviso slancio sentimentale, si inserisce Kyle, la nuova vicina balbuziente e remissiva che in loro sembra trovare un inaspettato complemento.

Xavier Dolan è un giovane talento del cinema canadese, molto conosciuto e premiato all'estero ma invisibile finora nelle nostre sale. Solo oggi, con la sua quinta opera, riesce a trovare una distribuzione in Italia. Forte del Premio della Giuria vinto all'ultimo Festival di Cannes, il film porta con sé un'aura di chiacchiericcio mediatico che da sempre accompagna il suo autore. Perché quando si parla del suo cinema purtroppo bisogna necessariamente ricorrere a una banalità: Dolan si ama o si odia. Senz'altro non lascia mai indifferenti. E tutte le scelte di questo regista, sceneggiatore, attore, sono volte a farsi notare e creare una reazione nel pubblico.

Eccessivo, melodrammatico, pop, sincero in maniera imbarazzante, tutto ciò è il suo cinema. Dolan, infatti, cerca l’emozione senza avere paura di nulla, senza pudore sorpassa ogni barriera rischiando perfino di cadere nell’umorismo involontario. Ma è qui la sua forza, quella potenza emozionale che rende il film, non solo pregevole dal punto di vista della messa in scena e della recitazione, ma anche di grande impatto emotivo. Tutti pregi e difetti già racchiusi nell'opera che ha instradato il canadese alla passione per la settima arte: TITANIC; opera popolare e ambiziosa che ben illustra gli interessi del regista, non a caso autore poco amato dalla critica più snob. In quest'ultima pellicola ritornano tutte le tematiche delle opere precedenti, forse rese in maniera più equilibrata e potente in LAURENCE ANYWAYS, proposte con i consueti stilemi dolaniani: uso di formati del fotogramma insoliti (in questo caso 1:1, ossia il formato iPhone), ralenti, clip musicali, uso insistito del primo piano, semisoggettive, attori che ritornano di film in film. 

Il ragazzo "ha carisma" e non manca di sottolinearlo con una caparbietà e aggressività stilistica che lo avvicinano al protagonista del film, malato terminale d'amore, assetato di affetto, come tutti i suoi personaggi. Un amore selvaggio, feroce, che non vuol sentire ragioni, rinchiuso in un rapporto a due con la propria madre che è prosecuzione e completamento dell'Edipo irrisolto mostrato nella sua opera prima, J'AI TUE MA MERE. Da un lato la rabbia di un adolescente insofferente, dall'altro la dolente tenacia di una madre intenta a non perdere la speranza. Non fatevi ingannare dalle urla o dagli eccessi, in questo legame freudiano c'è tutta l'insofferenza, la mutua assistenza, la rivalsa, il desiderio d'essere orgliosi dell'altro, insomma l'amore che un qualunque rapporto madre-figlio porta con sé. MOMMY è tutto questo, non perdete l'occasione di farvi urlare addosso dai sentimenti del film. Lasciate che Dolan allarghi lo schermo del vostro cuore.
 



votanti: 2
Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - dolan - dorval
 

[03-12-2014]

 
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