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Una donna per amica

di Giovanni Veronesi. Con Fabio De Luigi, Laetitia Casta, Valentina Lodovini, Adriano Giannini, Valeria Solarino

di Rosario Sparti

Francesco e Claudia sono belli, giovani e molto amici. Lui è un avvocato, impacciato e spiritoso. Lei fa la veterinaria, un'anima libera e anticonformista. Tra loro non ci sono segreti, ma quando nella vita di Claudia arriva Giovanni e lei decide di sposarlo, Francesco si accorge che l'amicizia fra uomo e donna è più complicata del previsto.

Vogliamo risparmiarvi di perdere tempo. Il film pone una domanda: può esistere l'amicizia tra uomo e donna? La risposta è...Ovviamente quella che tutti avete già in mente. Lo racconta in maniera originale, fresca, divertente?  No. Può darsi ch'io non sappia cosa dico, scegliendo te - spettatore - per amico, ma il mio mestiere è salvarvi la vita che sia di tutti giorni o sconosciuta. Scusate il divertimento. Pure noi cerchiamo di rallegrarci, così come devono aver fatto coloro che hanno realizzato questa pellicola.

Il regista Giovanni Veronesi, il cast e la troupe, infatti, devono essersi divertiti molto a girare questo film. L'atmosfera gioiosa delle riprese deve essere stata assorbita anche dalla pellicola, dove tutti sembrano essere così contenti di quel che fanno. E poi vuoi mettere l'aria della Puglia? Aria buona, così come il cibo. E la musica, il sole. Ah, che bellezza. La grande bellezza di una film commission che spinge la propria regione come neanche la pro loco più aggressiva. Lo splendore di un regista che neanche il tempo d'aver dismesso la sua ultima opera, ne sforna un'altra a tamburo battente. Una pellicola che definire scritta con la mano sinistra è riduttivo, anzi, risulta offensivo per tutta la categoria dei mancini. Insomma, una vacanza premio. Tranne che per gli spettatori.

Ci troviamo di fronte a una serie di scenette malamente collegate tra loro, che propongono una miriade di personaggi - di solito nomi utili per il cartellone come Geppi Cucciari - narrativamente inutili  e che appaiono e scompaiono dalla storia come conigli da un cilindro. Cosa resta? Una confezione tecnica dignitosa, qualche guizzo di De Luigi, l'abilità comica di Virginia Raffaele e, per il pubblico maschile, l'unico vero motivo d'interesse del film: la bellezza di Laetitia Casta e Valentina Lodovini. Questa è la commedia italiana che speriamo si estingua il prima possibile. Non perchè non sappiamo ridere, ma perchè è offensivo per il pubblico proporre un prodotto così raffazzonato, furbetto, tradizionalista con l'aria di non esserlo e che non presenta al suo interno neanche un'idea. Significa dare agli spettatori gli scarti, gli avanzi, magari ripassati in padella ma sempre e comunque vecchi. Avete una donna per amica? Fate così: portatela a vedere il film. Sarà così annoiata da mandarvi a quel paese, liberandovi da un'ambiguità che vi avrebbe distrutto. Questa è l'unica utilità della pellicola, usatela a scopo terapeutico. Fidatevi di un amico.
 


Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[26-02-2014]

 
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