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Nella casa

di François Ozon. Con Fabrice Luchini, Emmanuelle Seigner

di Rosario Sparti

Un ragazzo di 16 anni si insinua nella casa di un suo compagno di studi e ne scrive un saggio per il corso di Francese, provocando una serie di incontrollabili eventi.

Borghesia, borghesia, per piccina che tu sia, tu mi sembri una badia. La nuova opera del regista Francois Ozon, in linea a tanto cinema che ha osservato con sguardo sornione la classe media, da Allen a Bunuel passando per Rohmer, sembra concentrarsi su un gioco al massacro interno a quello strato sociale. Partendo da una commedia spagnola di Juan Mayorga, il film, allo stesso modo del suo protagonista, utilizza una realtà esistente per distaccarsene, manipolarla e far volare l’immaginazione verso altri territori.

 Se l’ironia caustica verso i vezzi, i tic, le ipocrisie della media borghesia sono il centro del film, dal gioco cinematografico sull’invasione dell’intruso che ribalta l’ordine costituito – Pasolini è citato esplicitamente – fino alla contrapposizione tra classico e moderno, evidenziata dallo scontro tra i bravi interpreti Fabrice Luchini e Kristin Scott-Thomas, in realtà sembra un altro tema essere caro al regista: la solitudine del narratore.

 Il finale ci parla in maniera assolutamente schietta di questa situazione, endemicamente intrinseca a chi osserva il mondo per poi raccontarlo, forse non riuscendo ad adattarsi oppure finendo invischiato in maniera inestricabile nei suoi giochi manipolatori. Non resta quindi che raccontarsi storie a vicenda, succubi di un bisogno quasi vampiresco di finzione, per poter proseguire a vivere.

 



votanti: 3
Secondo te quanti euro merita??
 
 
TAG: - ozon - luchini - seigner
 

[21-04-2013]

 
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