Amatissima nel Lazio, pasta e ceci è un piatto must dell’inverno che conquista grandi e piccoli: proviamo a rifarla in una versione nuova e totalmente personalizzata, seguendo i consigli del ristorante romano Armando al Pantheon.
A seconda del luogo e della tradizione, per pasta e ceci vengono intese ricette e piatti differenti: dalle tagliatelle alle lasagne, alle zuppe fino a delizie con ingredienti extra come la pancetta. In realtà, la vera ricetta denominata “pasta e ceci” è tipica delle regioni del centro-sud Italia, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Umbria, Puglia e Sicilia.
E’ spesso associata alla giornata del 2 novembre, come piatto per eccellenza del giorno dei morti: le più antiche tradizioni imponevano di mangiare legumi e non carne durante la commemorazione dei defunti. Già ai tempi degli antichi romani, in tutta l’area mediterranea si associavano i legumi all’aldilà. Talvolta, erano presi a simbolo delle anime dei morti. A Roma oggi è una ricetta semplice apprezzata da grandi e piccoli: un piatto nutriente che ricorda tradizioni e generazioni più povere e genuine della città.
Tradizionalmente, a Roma la pasta con i ceci viene preparata utilizzando pasta mista o in formato “cannolicchi“. Il ristorante Armando al Pantheon, in salita de’ Crescenzi 31, parte dai legumi secchi, possibilmente di Viterbo e rivisita un piatto storico della tradizione della capitale.
La ricetta per 6 persone prevede questi ingredienti: 1 kg di ceci secchi, 500 gr di pasta (pasta mista o cannolicchi grandi), 200 gr di sugo di pomodori pelati, 1 spicchio d’aglio, olio extravergine d’oliva q.b., rosmarino e peperoncino.
La preparazione inizia la sera prima: vanno i messi i ceci a bagno in una ciotola. Una volta pronti, vanno scolati, sciacquati e messi in una pentola coperti d’acqua, alla quale andrà aggiunto un rametto di rosmarino, il peperoncino e lo spicchio d’aglio. La pentola va coperta e i legumi vanno cotti a fiamma moderata fin quando non inizieranno a sfaldarsi. Più saranno morbidi, più la ricetta sarà appetitosa. A questo punto, andranno uniti due mestoli da minestra di salsa al pomodoro e la pasta da portare a cottura al dente. Il risultato va regolato di sale e pepe e terminato con l’aggiunta di un filo d’olio a crudo.
Se si vuole restare fedeli alla tradizione della capitale, pasta e ceci va mangiata in piatti fondi chiamati scodelle, deve essere calda, ma ancor più buona se tiepida. Secondo le usanze, si prepara il venerdì accompagnata da una portata a base di baccalà.
Qualora le si volesse abbinare un calice di vino, la sommelier del ristorante Armando al Pantheon consiglia un vino bianco o una bollicina, ad esempio un grechetto o un biancolella dell’Isola di Ponza, uno champagne di Pinot Meunier e Chardonnay.
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