<p><strong>Saltimbocca alla romana: una ricetta storica identificativa di Roma, un piatto unico come la Carbonara. Storia e ricetta.</strong></p>
<figure id="attachment_1802" aria-describedby="caption-attachment-1802" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-1802" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/11/Saltimbocca-alla-romana.jpg" alt="Saltimbocca alla romana impiattati con salvia a vista " width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-1802" class="wp-caption-text">Saltimbocca alla romana: ecco la ricetta originale (Corriereromano.it)</figcaption></figure>
<p>I <strong>Saltimbocca</strong> <strong>alla romana</strong> sono uno dei piatti iconici della nostra città. Ovunque tu vada, come la Carbonara o il supplì, i Saltimbocca sono <strong>emblematici di Roma</strong> ed identificano la nostra città e la nostra cultura. Un <strong>piatto semplice</strong>, come tantissimi piatti delle tradizioni territoriali di molti luoghi, compreso di Roma. <strong>Vitella e prosciutto</strong>, semplificando la descrizione. Un piatto semplice che raccoglie dentro di sé i <strong>sapori romaneschi</strong> con la semplicità, <strong>simbolo</strong> di una cultura culinaria come quella romana: Semplice e sostanziosa.</p>
<h2>Saltimbocca alla romana: ricetta e storia del piatto simbolo di Roma</h2>
<figure id="attachment_1803" aria-describedby="caption-attachment-1803" style="width: 730px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-1803" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/11/Salvia.jpg" alt="Foglie di salvia" width="740" height="480" /><figcaption id="caption-attachment-1803" class="wp-caption-text">Saltimbocca alla romana: dalla posizione della salvia alla cottura (Corriereromano.it)</figcaption></figure>
<p>Per quanto siano <strong>identificativi di Roma</strong>, la loro origine rimane nebbiosa. Sicuramente oggi sono parte integrante della <strong>cultura</strong> della città eterna, ma non si comprende bene come siano diventati parte della <strong>storia culinaria</strong> di Roma. Le prime testimonianze si hanno nel <strong>1891</strong>, quando l&#8217;<strong>Artusi</strong> nella ricetta n.222 nel celebre trattato &#8220;<strong>La scienza in cucina e l&#8217;arte di mangiar bene</strong>&#8221; racconta<em>: &#8220;sono bracioline di vitella di latte, condite leggermente con sale e pepe, sopra ognuna delle quali si pone mezza foglia di salvia (una intera sarebbe troppo) e sulla salvia una fettina di prosciutto grasso e magro. Per tenere unite insieme queste tre cose s&#8217;infilza con uno stecchino da denti</em>&#8220;. Così raccontava il suo <strong>incontro</strong> con i saltimbocca.</p>
<p>Per quanto ci siano molte <strong>testimonianze scritte</strong>, molti sono i dubbi che rimangono, soprattutto affermati da <strong>Ada Boni</strong>. Lei, infatti, sostiene che l&#8217;antica ricetta sia bresciana, il cui chef, oltre che zio di Ada, <strong>Adolfo Giaquino</strong>, ne riporta una <strong>ricetta</strong> molto simile nel <strong>Manuale Pratico di Cucina</strong>. Anche la <strong>Guida Gastronomica d&#8217;Italia</strong> ne riconosce l&#8217;origine bresciana, ma ne dichiara <strong>l&#8217;adozione romana</strong> a tutti gli effetti. Avendo provato a far chiarezza sulla storia del piatto, qual è la ricetta?</p>
<h2>Dalle origini alla ricetta: ecco il procedimento originale</h2>
<p>Ci servirà per <strong>4 persone</strong> almeno <strong>6 fette di vitella sottili</strong>, mi raccomando servirà per la cottura, <strong>80 g di prosciutto crudo</strong>, ovviamente salvia, <strong>40 g di burro</strong> e <strong>25 ml di vino</strong>. <strong>Olio</strong> e <strong>farina</strong> quanto basta.<br />
Per prima cosa valutare quanto siano <strong>sottili</strong> le fette di vitella, se non lo sono a sufficienza <strong>schiacciarle</strong> ulteriormente, se no procedete. Se decidiamo di essere <strong>rigorosi</strong> come era in origine cucinata, prendiamo una foglia o mezza di <strong>salvia</strong> e la mettiamo <strong>sopra la carne</strong> e, sopra ancora, una fetta di<strong> prosciutto crudo</strong>, fermando tutto con uno stuzzicadenti che passi per <strong>due lembi di carne</strong>. Subito dopo, prepariamo un piatto di <strong>farina</strong> ed infariniamo tutte le fette.</p>
<p>Siamo pronti per cucinare i saltimbocca. Per prima cosa prendiamo una noce di <strong>burro di 25 g</strong> e la facciamo <strong>sciogliere</strong> insieme ad un po&#8217; d&#8217;<strong>olio</strong>. Non appena sarà tutto <strong>sciolto</strong>, senza attendere oltre e rischiare di bruciare il burro, mettere i <strong>saltimbocca in padella</strong> a <strong>fuoco vivo</strong>. Solitamente si cucinano due minuti per lato, però più saranno nel lato dove si trova il <strong>prosciutto</strong>, più questo si <strong>indurirà</strong>. Quindi attenzione alla cottura, il motivo per cui le fettine sono <strong>sottili</strong> è anche questo, non doverle girare per troppo tempo. Dopo pochi minuti è pronto, ma manca la <strong>salsa</strong>.</p>
<p>nella stessa <strong>padella</strong>, tirati via i saltimbocca, mettete la restante <strong>noce di burro</strong> che avete messo da parte e lasciate <strong>sciogliere</strong>. Non appena fuso, alziamo il fuoco a <strong>fiamma viva</strong> e sfumiamo con il <strong>vino bianco o il brandy</strong>, in base al gusto. Girare con una frusta e lentamente si formerà la crema con la quale servire i saltimbocca</p>

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