<p><strong>Le ricette più sono antiche e più sono semplici, proprio come quella degli spaghetti del puveriello che si fanno in soli 5 minuti.</strong></p>
<figure id="attachment_6047" aria-describedby="caption-attachment-6047" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-6047" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2024/01/Spaghetti-del-puveriello.jpg" alt="Spaghetti del puveriello" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-6047" class="wp-caption-text">Un piatto di spaghetti del puveriello (Corriereromano.it)</figcaption></figure>
<p>La <strong>cultura culinaria</strong> italiana è una delle più ricche e famose al mondo, complice l&#8217;enorme varietà di ricette ma anche la commistione di culture dovuta alle differenti dominazioni che si sono succedute nel corso della storia. Al Sud, ad esempio, l&#8217;influsso della cucina <strong>araba</strong> e del retaggio <strong>francese e spagnolo</strong> ha fatto sì che si sviluppassero ricette di ogni tipo, sia tra i ricchi che tra i poveri.</p>
<p>Nella maggior parte dei casi, infatti, le preparazioni che ancora oggi ricordiamo e riproponiamo sono quelle della <strong>tradizione contadina</strong>. Un esempio sono gli <strong>spaghetti del puveriello</strong>, che letteralmente significa spaghetti del poverello. Essi giungono a noi direttamente dal periodo del secondo dopoguerra napoletano e risalgono dunque agli anni &#8217;50. Durante quel periodo in molti hanno sofferto la fame ed è per questo che ci si è dovuti ingegnare col poco che si riusciva a trovare per potersi nutrire.</p>
<h2>Spaghetti del puveriello: pochi ingredienti ma nutrienti</h2>
<figure id="attachment_6048" aria-describedby="caption-attachment-6048" style="width: 730px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-6048" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2024/01/Spaghetti-alla-puveriello.jpg" alt="Spaghetti alla puveriello" width="740" height="480" /><figcaption id="caption-attachment-6048" class="wp-caption-text">Spaghetti alla puveriello (Corriereromano.it)</figcaption></figure>
<p>Per questa ragione gli spaghetti del puveriello necessitano di <strong>pochissimi ingredienti</strong>, risultano facilissimi da fare ma allo stesso tempo sicuramente <strong>nutrienti</strong>. Avremo infatti bisogno di:</p>
<ul>
<li>spaghetti,</li>
<li>uova,</li>
<li>sugna,</li>
<li>sale e pepe.</li>
</ul>
<p>Inoltre chi vuole può aggiungere del <strong>pecorino</strong> a fine preparazione. Già dando un primo sguardo agli ingredienti è possibile notare come si tratti di un piatto contadino molto nutriente, del tutto <a href="https://www.corriereromano.it/amatriciana-si-mette-la-pancetta-o-il-guanciale-la-risposta-non-e-scontata-forse-hai-sempre-sbagliato/" target="_blank" rel="noopener"><strong>simile alla nota carbonara (star della cucina romana assieme all&#8217;amatriciana e alla cacio e pepe)</strong></a>, seppur in assenza di guanciale.</p>
<h2>Procedimento: attenzione a lasciare le uova intere</h2>
<p>Per il <strong>procedimento</strong> seguiamo questi step: innanzitutto lessiamo gli spaghetti in acqua salata, scolandoli quando sono piuttosto<strong> al dente</strong>. Nel frattempo mettiamo a <strong>sciogliere la sugna</strong> in un tegame dai bordi leggermente alti, che ci aiuteranno nel processo della mantecatura finale. Per quanto riguarda le dosi si può considerare circa un cucchiaio di grasso animale e un uovo a persona.</p>
<p>Il passaggio delle uova è delicato: esse andranno versate nel grasso dapprima senza far rompere il tuorlo, salando e pepando a piacere. Dopo andrà aggiunta la pasta e a quel punto si dovrà <strong>mantecare il piatto</strong> mescolando bene. Infine togliamo dal fuoco e aggiungiamo del pecorino grattugiato e pepe nero per ultimare la ricetta che, inutile dirlo, andrà servita caldissima per godersi appieno la cremina ottenuta.</p>

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