<p><strong>Amatissima nel Lazio, pasta e ceci è un piatto <i>must</i> dell&#8217;inverno che conquista grandi e piccoli: proviamo a rifarla in una versione nuova e totalmente personalizzata, seguendo i consigli del ristorante romano Armando al Pantheon. </strong></p>
<figure id="attachment_1738" aria-describedby="caption-attachment-1738" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-1738 size-full" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/11/pasta-ceci20231125-corriereromano.it_.jpg" alt="pasta ceci nuova ricetta romana" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-1738" class="wp-caption-text">Pasta e ceci (Corriereromano.it)</figcaption></figure>
<p>A seconda del luogo e della tradizione, per <b>pasta e ceci</b> vengono intese ricette e piatti differenti: dalle tagliatelle alle lasagne, alle zuppe fino a delizie con ingredienti extra come la pancetta. In realtà, la vera ricetta denominata &#8220;pasta e ceci&#8221; è tipica delle regioni del centro-sud Italia, <b>Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Umbria, Puglia </b>e <b>Sicilia</b>.</p>
<p>E&#8217; spesso associata alla giornata del <b>2 novembre</b>, come piatto per eccellenza del giorno dei morti: le più antiche tradizioni imponevano di mangiare legumi e non carne durante la commemorazione dei defunti. Già ai tempi degli antichi romani, in tutta l&#8217;area mediterranea si associavano i legumi all&#8217;aldilà. Talvolta, erano presi a simbolo delle anime dei morti. A <b>Roma</b> oggi è una ricetta semplice apprezzata da grandi e piccoli: un piatto nutriente che ricorda tradizioni e generazioni più povere e genuine della città.</p>
<h2>Pasta e ceci, un <i>must</i> romano preparato secondo i consigli dello chef Armando</h2>
<figure id="attachment_1744" aria-describedby="caption-attachment-1744" style="width: 730px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-1744 size-full" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/11/pasta-ceci20231125-corriereromano.it_-1.jpg" alt="pasta ceci nuova ricetta romana" width="740" height="480" /><figcaption id="caption-attachment-1744" class="wp-caption-text">Pasta e ceci (Corriereromano.it)</figcaption></figure>
<p>Tradizionalmente, a Roma la pasta con i ceci viene preparata utilizzando <b>pasta mista </b>o in formato &#8220;<b>cannolicchi</b>&#8220;. Il <a href="https://guide.michelin.com/it/it/lazio/roma/ristorante/da-armando-al-pantheon">ristorante <b>Armando al Pantheon</b>, in salita de&#8217; Crescenzi 31</a>, parte dai legumi secchi, possibilmente di Viterbo e rivisita un piatto storico della tradizione della capitale.</p>
<p>La <b>ricetta per 6 persone</b> prevede questi ingredienti: 1 kg di ceci secchi, 500 gr di pasta (pasta mista o cannolicchi grandi), 200 gr di sugo di pomodori pelati, 1 spicchio d&#8217;aglio, olio extravergine d&#8217;oliva q.b., rosmarino e peperoncino.</p>
<p>La <b>preparazione</b> inizia la sera prima: vanno i messi i ceci a bagno in una ciotola. Una volta pronti, vanno scolati, sciacquati e messi in una pentola coperti d&#8217;acqua, alla quale andrà aggiunto un rametto di rosmarino, il peperoncino e lo spicchio d&#8217;aglio. La pentola va coperta e i legumi vanno cotti a fiamma moderata fin quando non inizieranno a sfaldarsi. Più saranno morbidi, più la ricetta sarà appetitosa. A questo punto, andranno uniti due mestoli da minestra di salsa al pomodoro e la pasta da portare a cottura al dente. Il risultato va regolato di sale e pepe e terminato con l&#8217;aggiunta di un filo d&#8217;olio a crudo.</p>
<p>Se si vuole restare fedeli alla tradizione della capitale, pasta e ceci va mangiata in piatti fondi chiamati <b>scodelle</b>, deve essere calda, ma ancor più buona se <b>tiepida</b>. Secondo le usanze, si prepara il venerdì accompagnata da una portata a base di baccalà.</p>
<p>Qualora le si volesse abbinare un calice di vino, la sommelier del ristorante Armando al Pantheon consiglia un <a href="https://www.corriereromano.it/abbinamenti-gastronomici-insoliti-e-particolari-ma-ricchi-di-gusto-da-veri-gourmet/"><strong>vino bianco o una bollicina</strong></a><strong>,</strong> ad esempio un grechetto o un biancolella dell&#8217;Isola di Ponza, uno champagne di Pinot Meunier e Chardonnay.</p>

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