I gatti capiscono il proprio nome? Prova a fare così con il tuo micio e scoprilo

Li chiamiamo di continuo e loro sembrano ascoltarci, ma i gatti capiscono davvero il proprio nome? Cosa dicono i veterinari.

Gatto dallo sguardo attento
Gatto dallo sguardo attento (Corriereromano.it)

Spesso li chiamiamo e loro sembrano ascoltarci, accorrono svelti, oppure ci guardano con con sguardo interdetto. Non appena pronunciamo il loro nome, i gatti ci fissano con quei meravigliosi e misteriosi occhi, ma capiscono davvero che ci stiamo rivolgendo a loro? Secondo gli esperti, i gatti riescono a capire il proprio nome, e se non si voltano o non accorrono, è solo perché vogliono ignorarci.

Sono animali molto abili a dissimulare, e ciò rientra perfettamente nel loro carattere schivo, egoista, permaloso e un po’ snob. In realtà, come confermano i veterinari, i gatti hanno un udito finissimo, fortemente sviluppato, e riconoscono le parole che noi pronunciamo, associandole proprio a loro. Astuzia e intelligenza sono le loro caratteristiche principali, unite a una decisa aria di superiorità.

I gatti riconoscono quando pronunciamo il loro nome, ma non solo, le loro doti intellettive sono sorprendenti

Padrone insieme al suo gatto
Padrone insieme al suo gatto (Corriereromano.it)

Come confermano diversi studi sul comportamento felino, i gatti riescono addirittura a riconoscere il nostro timbro vocale in mezzo alla folla. Ma hanno capacità mnemoniche nel riconoscere anche il loro nome? È stato provato in modo scientifico che i gatti riconoscono il proprio nome, ma non solo, perché questi animali riuscirebbero anche a riconoscere i nomi dei membri appartenenti alla famiglia, sia umani che animali.

Insomma, riescono a capire quando ci rivolgiamo a loro, oppure a un altro membro della famiglia, o ancora a un altro gatto o a un cane. Uno studio condotto all’Università Paris Nanterre rivela che il nostro amico a quattro zampe riesce a memorizzare diverse frasi e molteplici parole, tra cui il proprio nome. Ma non solo, perché i ricercatori affermano che il gatto riesce a capire anche quando lo si chiama in modo sbagliato, oppure se si chiama un altro membro della famiglia in modo errato.

Si tratta di un riconoscimento del linguaggio che, ameno fino a poco tempo fa, era associato soltanto ai cani, e che ora sappiamo essere tipico anche dei gatti. Ma come sono riusciti i ricercatori a stabilire tutto questo? Gli studiosi parigini hanno collaborato con alcuni ricercatori giapponesi, operanti all’Università di Kyoto, mettendo in atto un curioso esperimento.

L’esperimento per il riconoscimento del linguaggio felino

48 gatti domestici sono stati interrogati sui componenti della loro famiglia, tra cui umani e animali. A ciascun gatto è stata fatta ascoltare una registrazione audio del suo umano di riferimento che chiamava un altro gatto convivente in modi differenti. Dopodiché, gli studiosi hanno proiettato delle foto relative ai felini chiamati dagli umani.

Con le foto dei gatti e degli umani riconosciuti, i gatti interrogati presentavano uno sguardo sereno, mentre, con le foto associate a nomi sbagliati, i gatti sgranavano gli occhi, perché non riuscivano ad associare il nome al viso o al muso di un loro amico felino. Dunque, come suggeriscono gli studiosi, i gatti associano i nomi ai visi, e senza alcun addestramento, soltanto con l’abitudine.

La ricerca, pubblicata sulla testata Nature Scientific Report, dimostra l’intelligenza felina, un’intelligenza emotiva altamente sviluppata e un forte spirito di adattamento. Sono animali dotati di spiccate capacità intellettive, grande curiosità, desiderio di stimoli continui. Insomma, cani e gatti sono effettivi membri della famiglia, si affezionano, ci vogliono bene e ci riconoscono, e inoltre possono presentare tante emozioni, proprio come noi umani.

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