<p><strong>Una malattia che rende i cervi zombie si sta diffondendo dal Parco Nazionale di Yellowstone al resto del mondo: di cosa si tratta?</strong></p>
<figure id="attachment_2944" aria-describedby="caption-attachment-2944" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-2944" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/12/Cervo-zombie.jpg" alt="malattia cervi zombie CWD sintomi cause" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-2944" class="wp-caption-text">Esemplare di cervo (Corriereromano.it)</figcaption></figure>
<p>Quando si legge l&#8217;espressione &#8220;<strong>cervo zombie</strong>&#8221; la prima cosa che ci viene in mente è la possibile trama di un film horror o post-apocalittico. Eppure si tratta di una dura realtà: gli scienziati hanno infatti scoperto una <strong>malattia che sta attaccando i cervi</strong>, le alci, le renne e numerose altre specie affini. Essa provoca il deperimento cerebrale dell&#8217;animale, prende il nome di <a href="https://www.blv.admin.ch/blv/it/home/tiere/tierseuchen/uebersicht-seuchen/alle-tierseuchen/chronic-wasting-disease.html" target="_blank" rel="noopener"><strong>malattia cronica del deperimento (CWD)</strong></a> e ha un tasso di mortalità di ben il 100% negli esemplari che la contraggono.</p>
<p>È stata osservata per la prima volta in Colorado alla fine degli anni &#8217;60, dove un cervo che viveva in cattività in un impianto di ricerca ha mostrato sintomi che si sono poi rivelati essere quelli della CWD. In seguito, negli anni &#8217;80, gli stessi comportamenti sono stati osservati anche in esemplari selvatici. La malattia è oggi <strong>diffusa in numerosi Paesi</strong>: negli Stati Uniti, In Canada, Norvegia, Finlandia, Svezia e addirittura Corea del Sud.</p>
<h2>Cervi zombie affetti da CWD: cos&#8217;è questa malattia?</h2>
<figure id="attachment_2948" aria-describedby="caption-attachment-2948" style="width: 730px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-2948" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/12/Cervo-selvatico.jpg" alt="malattia cervi zombie CWD sintomi cause" width="740" height="480" /><figcaption id="caption-attachment-2948" class="wp-caption-text">Cervo (Corriereromano.it)</figcaption></figure>
<p>Ma da cosa è provocata la CWD e quali sono i suoi sintomi? Ed esistono delle cure? Queste domande, purtroppo, hanno risposte alquanto negative. La patologia sembra essere provocata dai <strong>prioni</strong>, proteine mal ripiegate che tendono ad accumularsi nel cervello e in altri tessuti degli animali. I <strong>sintomi</strong> più comuni sono sbavatura, orecchie cadenti, mancanza di coordinazione, letargia, magrezza e mancanza di paura degli esseri umani.</p>
<p>Inoltre il contagio sembra avvenire tramite <strong>scambio di fluidi corporei</strong> diretto e indiretto, ad esempio con lo sfregamento dei nasi o per mezzo della contaminazione ambientale. E la notizia peggiore è che a oggi <strong>non esistono vaccini o trattamenti</strong> efficaci per curare la CWD. Il periodo di incubazione è inoltre piuttosto lungo, poiché va dai 18 ai 24 mesi: ciò comporta la presenza di un alto numero di esemplari infetti difficili da identificare e separare da quelli sani.</p>
<h2>Massima precauzione nel trattare gli animali</h2>
<p>In molti a questo punto potrebbero chiedersi: questa malattia è <strong>trasmissibile all&#8217;uomo?</strong> Come è ovvio aspettarsi, i ricercatori hanno effettuato numerosi test in questo senso, ma non hanno trovato prove concrete che il contagio possa avvenire. Ciononostante hanno notato la possibilità di<strong> contagio nei topi e nelle scimmie</strong>, con i quali condividiamo numerosi geni.</p>
<p>La <strong>precauzione</strong> nell&#8217;affrontare un esemplare potenzialmente infetto, in questo caso, è tutto. Per questo i <em>Centers for Disease Control and Prevention</em> raccomandano di <strong><a href="https://www.corriereromano.it/contaminazione-cibo-in-italia-quale-evitare-di-mangiare-perche-meno-sicuro/" target="_blank" rel="noopener">non consumare carne di dubbia provenienza</a></strong> e di maneggiare gli animali dotati di guanti e protezioni, nonché di astenersi dalla caccia nelle aree notoriamente contaminate.</p>

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