<p><strong>Acquacotta: un piatto della tradizione che racconta sapori e storie di un tempo passato che vive alcune fatiche ancora oggi.</strong></p>
<figure id="attachment_3077" aria-describedby="caption-attachment-3077" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-3077" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/12/Acquacotta.jpg" alt="Acquacotta impiattata" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-3077" class="wp-caption-text">La ricetta della tradizione: ecco l&#8217;acquacotta (corriereromano.it)</figcaption></figure>
<p>Quando parliamo di un piatto parliamo di tutta la <strong>tradizione</strong> e la <strong>storia</strong> che si porta dietro. Per questo motivo i piatti &#8220;<em>parlano</em>&#8220;, <strong>racconta</strong> una storia che deriva dalla sua <strong>formazione</strong>. Una carbonara può <strong>raccontare</strong> attraverso un ingrediente come il pecorino, un saltimbocca può raccontare attraverso della salvia. Sono <strong>ingredienti</strong>, <strong>utilizzo</strong> e <strong>creazione</strong> che fanno la storia della tradizione e dei territori. Oggi parliamo di una tradizione di <strong>origine toscana</strong>, precisamente maremmana: l&#8217;<strong>acquacotta</strong>.</p>
<h2>Acquacotta: la tradizionale ricetta</h2>
<figure id="attachment_3078" aria-describedby="caption-attachment-3078" style="width: 730px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-3078" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/12/Zuppa.jpg" alt="Zuppa calda" width="740" height="480" /><figcaption id="caption-attachment-3078" class="wp-caption-text">Acquacotta: il piatto caldo giusto per l&#8217;inverno (corriereromano.it)</figcaption></figure>
<p>L&#8217;<strong>antica zuppa</strong> della tradizione toscana, assorbita dal mondo laziale e romano, racconta di <strong>contadini</strong>, <strong>carbonai</strong>, <strong>pastori</strong> e <strong>spaccalegna</strong> che, nella <strong>povertà</strong>, potevano permettersi una minestra, non di più. Un ingegno in cucina che permetteva alle famiglie di sfamarsi e, come si dice, <strong><em>mettere insieme il pranzo con la cena</em></strong>. Un piatto di fortuna che si arricchiva con quello che si aveva, quindi con la <strong>disponibilità del momento</strong>. Parliamo di pomodori, sedano, cipolle, erbe selvatiche e formaggio locale; una zuppa povera ma allo stesso tempo ricca di nutrienti.</p>
<p>Cerchiamo di comprendere, bene, quali siano gli <strong>ingredienti</strong> che non possono mancare, per non fare errori. Una <strong>fiscalità</strong> che non si ricollega alla vera <em>forma mentis</em> della preparazione della <b>zuppa </b>che, però, oggi, proprio per riprendere i sapori del passato e sentire cosa ha da dire questo piatto, è importante non dimentica. Vediamo quindi gli ingredienti: <em><strong>700 g di cipolle dorate</strong></em>, <em><strong>200 g di sedano</strong></em>, <em><strong>800 g di pomodori pelati</strong></em>, <em><strong>120 g di olio extravergine d&#8217;oliva</strong></em>, <em><strong>200 g di acqua</strong></em>, <em><strong>500 g di brodo vegetale</strong></em>, <em><strong>4 uova</strong></em>, <em><strong>sale</strong></em> e <em><strong>basilico</strong></em>.</p>
<h2>Dalla storia alla tavola: ecco l&#8217;acquacotta</h2>
<p>Ora studiamo il <strong>procedimento</strong>. Per prima cosa dobbiamo preparare il <strong>brodo vegetale</strong>, mantenendolo in caldo. Mettetelo da parte che ci servirà dopo; quindi preparate la pentola con la <strong>cipolla</strong> ed il <strong>sedano</strong> tritati, compreso le foglie, <strong>olio</strong>. Mi raccomando, il sedano deve essere tritato in modo <strong>sottile</strong>. Accendete il <strong>fuoco</strong>, aggiungete <strong>acqua</strong> e sale. Non appena il tutto sarà <strong>evaporato</strong>, aggiungete, quindi, i <strong>pelati</strong> e schiacciateli con un mestolo. Solo in questo momento, quindi, aggiungete il <strong>brodo vegetale</strong> caldo, mescolate e cuocete per <strong>40 minuti</strong> <strong>coprendo</strong> con un coperchio.</p>
<p>Quando l&#8217;<strong>olio</strong> sarà affiorato in superfice aggiungete il <strong>basilico</strong> e delle <strong>uova</strong>, aggiustate di sale se serve e <strong>copritelo</strong>, di nuovo, con un coperchio. Lasciare velare le <strong>uova per 4 o 5 minuti</strong> ed infine impiattate.<br />
Attenzione questa ricetta non si ferma nel procedimento, ma è importante come verrà <strong>impiattata</strong>. Per prima cosa sulla base della ciotola andrà messo del <strong>pane</strong>, meglio se raffermo, aggiungendo sopra del <strong>pecorino</strong> grattugiato. Successivamente mettete la <strong>zuppa</strong> facendo in modo che per ogni porzione corrisponda un <strong>uovo</strong>.</p>

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