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Animali

Roma, sempre più avvistamenti della specie aliena Ibis Sacro

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<p><strong>Aumentano gli avvistamenti di esemplari appartenenti alla specie alloctona degli Ibis sacro&colon; sono sempre più frequenti nella provincia di Roma&period;<&sol;strong><&sol;p>&NewLine;<figure id&equals;"attachment&lowbar;5724" aria-describedby&equals;"caption-attachment-5724" style&equals;"width&colon; 1190px" class&equals;"wp-caption aligncenter"><img class&equals;"wp-image-5724 size-full" src&equals;"https&colon;&sol;&sol;www&period;corriereromano&period;it&sol;wp-content&sol;uploads&sol;2024&sol;01&sol;ibis-sacro-a-roma&period;jpg" alt&equals;"Ibis sacro a Roma" width&equals;"1200" height&equals;"800" &sol;><figcaption id&equals;"caption-attachment-5724" class&equals;"wp-caption-text">Aumentano gli esemplari della specie alloctona di Ibis sacro&colon; sono sempre di più a Roma &&num;8211&semi; CorriereRomano&period;it<&sol;figcaption><&sol;figure>&NewLine;<p>Con l’espressione &&num;8220&semi;<strong>specie alloctone<&sol;strong>&&num;8220&semi;&comma; o specie aliene&comma; si intende qualsiasi specie vivente che&comma; a causa dell’azione dell’uomo&comma; intenzionale o accidentale&comma; si trova ad abitare e colonizzare un territorio diverso dal suo areale storico&period; Tra le specie alloctone che hanno visto un aumento negli ultimi tempi in alcune zone della città di Roma si riscontra l&&num;8217&semi;<strong>Ibis sacro<&sol;strong>&period; Un numero sempre maggiore di esemplari di questa specie è stato infatti avvistato nei pressi di parchi regionali e oasi naturali della provincia di Roma&period; La delegata della Lipu onlus &lpar;acronimo della <strong>Lega italiana per la protezione degli uccelli<&sol;strong>&rpar;&comma; Francesca Manzia&comma; ha spiegato che questa specie invasiva «<em>Nel nord Italia è presente da anni&comma; a Roma sta arrivando solo adesso<&sol;em>»&period;<&sol;p>&NewLine;<h2>L&&num;8217&semi;Ibis sacro&colon; una specie invasiva sempre più diffusa nei parchi e nelle oasi della provincia di Roma<&sol;h2>&NewLine;<figure id&equals;"attachment&lowbar;5726" aria-describedby&equals;"caption-attachment-5726" style&equals;"width&colon; 730px" class&equals;"wp-caption aligncenter"><img class&equals;"wp-image-5726 size-full" src&equals;"https&colon;&sol;&sol;www&period;corriereromano&period;it&sol;wp-content&sol;uploads&sol;2024&sol;01&sol;ibis-sacro-roma&period;jpg" alt&equals;"Esemplare di ibis sacro in volo" width&equals;"740" height&equals;"480" &sol;><figcaption id&equals;"caption-attachment-5726" class&equals;"wp-caption-text">Esemplare di Ibis sacro&colon; da dove viene questa specie sempre più diffusa a Roma &&num;8211&semi; CorriereRomano&period;it<&sol;figcaption><&sol;figure>&NewLine;<p>Alcuni esemplari di ibis sacro sono stati fotografati nella <strong>vallata del parco della Caffarella<&sol;strong>&period; Parte integrante del Parco Regionale dell&&num;8217&semi;Appia Antica&comma; la valle della Caffarella si estende tra le Mura Aureliane&comma; la via Latina e la via dell’Almone&semi; deve il suo nome al cinquecentesco Casale della Vaccareccia&comma; con annessa torre medievale&comma; appartenente alla famiglia dei Caffarelli che qui aveva i suoi possedimenti e che ne bonificò il territorio&period; Altri esemplari di Ibis sono stati <strong>avvistati nell’Oasi Monumento Naturale Palude di Torre Flavia<&sol;strong>&comma; che si estende tra la località balneare di Ladispoli e la cittadina di Cerveteri&period; L&&num;8217&semi;Oasi&comma; una delle rare aree palustri del litorale laziale&comma; è un importante habitat naturale per l’avifauna migratoria e per tutti gli appassionati del birdwatching&period;<&sol;p>&NewLine;<p>La <strong>veterinaria Francesca Manzia<&sol;strong>&comma; responsabile del centro di recupero della fauna selvatica della Lipu&comma; ha spiegato che «<em>L&&num;8217&semi;ibis sacro fa parte degli invasivi di rilevanza unionale cioè quella categoria di animali che per motivi commerciali è stata portata in Italia&period; In seguito sfuggito o liberato&comma; si è adattato e riprodotto determinando un impatto negativo sull’ambiente<&sol;em>»&period; Gli Ibis sacri sono stati inseriti nella <strong>lista delle specie aliene invasive<&sol;strong> dannose&comma; secondo il progetto Life Asap dell’Unione europea&period;<&sol;p>&NewLine;<p>Questi uccelli&comma; oltre a <strong>danneggiare la vegetazione autoctona<&sol;strong>&comma; sono infatti <a href&equals;"https&colon;&sol;&sol;www&period;corriereromano&period;it&sol;gatti-domestici-rappresentano-un-pericolo-per-chi-e-perche&sol;" target&equals;"&lowbar;blank" rel&equals;"noopener"><strong>responsabili di predazioni di specie minacciate<&sol;strong> <&sol;a>e competono nei siti riproduttivi con altre specie come l’airone cenerino&comma; l&&num;8217&semi;egretta garzetta e l’airone&period; La<strong> delegata della LIPU<&sol;strong> ha sottolineato che gli ibis sacri «<em>Purtroppo sono molto voraci e nelle aree umide predano una quantità incredibile di nidiacei e di uova di tutte le nostre specie acquatiche di uccelli&period; Nel Po sterminano intere colonie cacciando in gruppo&period; Nel nord Italia l&&num;8217&semi;ibis sacro è ampiamente presente già da molti anni&comma; qui da noi sta arrivando perché aumentando di numero colonizza sempre più territorio<&sol;em>»&period;<&sol;p>&NewLine;<p>L&&num;8217&semi;ibis sacro &lpar;noto con il nome scientifico di <em>Threskiornis aethiopicus<&sol;em> secondo la classificazione tassonomica di Latham del 1790&rpar; è un <strong>uccello pelecaniforme<&sol;strong> &lpar;lo stesso ordine a cui appartengono anche i pellicani&rpar;&comma; appartenente alla <a href&equals;"https&colon;&sol;&sol;www&period;amoreaquattrozampe&period;it&sol;altri-animali&sol;ibis-eremita-cosa-mangia-dove-vive-caratteristiche-curiosita&sol;90963&sol;" target&equals;"&lowbar;blank" rel&equals;"noopener"><strong>famiglia dei Treschiornitidi<&sol;strong><&sol;a>&period; Originari dell&&num;8217&semi;Africa subsahariana e diffusi soprattutto in Iraq e in Egitto &lpar;paese in cui adesso sono estinti&rpar;&comma; gli Ibis sono uccelli di dimensioni medio-grandi&comma; lunghi circa settanta o ottanta centimetri&comma; dalle zampe sottili e con un’apertura alare che supera i centotrenta centimetri&period; Il loro <strong>piumaggio è di colore bianco e nero<&sol;strong> corvino sia nei maschi che nelle femmine&comma; con zampe e becco neri&period;<&sol;p>&NewLine;<p>Gli ibis&comma; sacri per gli antichi egizi che ritenevano fossero la <strong>reincarnazione del dio Thot<&sol;strong>&comma; dio della Luna&comma; della sapienza&comma; della scrittura&comma; della magia e della matematica&comma; sono da sempre stati considerati parte integrante del patrimonio culturale delle popolazioni del bacino del Mediterraneo&period; Raffigurati negli ultimi decenni sui francobolli di diversi Paesi del mondo&comma; rivestono ancora oggi una grande importanza&period; Numerosi zoo nel corso degli anni hanno provato a tenere in cattività questi uccelli&comma; soprattutto la specie degli Ibis eremita&period; Secondo diverse indagini&comma; però&comma; quasi la metà degli ibis tenuti in gabbia soffrono di numerose malattie a livello osseo&comma; gastrico e cardiaco e di dermatite cronica ulcerativa&comma; che ha come conseguenze la perdita di penne e la comparsa di ulcerazioni a livello del collo&comma; delle spalle e delle ali&period; Per questi motivi sono diversi i parchi zoologici che hanno deciso di collaborare a vari <strong>progetti di reintroduzione della specie<&sol;strong>&period;<&sol;p>&NewLine;<p>&nbsp&semi;<&sol;p>&NewLine;&NewLine;<&excl;-- WP QUADS Content Ad Plugin v&period; 3&period;0&period;2 -->&NewLine;<div class&equals;"quads-location quads-ad4" id&equals;"quads-ad4" style&equals;"float&colon;none&semi;margin&colon;3px&semi;">&NewLine;<amp-embed width&equals;100 height&equals;100 &NewLine; type&equals;taboola &NewLine; layout&equals;responsive &NewLine; data-publisher&equals;'dmmnetwork-corriereromanoit' &NewLine; data-mode&equals;'alternating-thumbnails-a' &NewLine; data-placement&equals;'Below Article Thumbnails AMP' &NewLine; data-target&lowbar;type&equals;'mix' &NewLine; data-article&equals;'auto' &NewLine; data-url&equals;''> &NewLine;<&sol;amp-embed>&NewLine;<&sol;div>&NewLine;&NewLine;

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