Roma, non ce l’ha fatta il 16enne che si era sparato alla testa con la pistola del padre

Il ragazzo di 16 anni che due giorni fa si era sparato nella sua abitazione di Roma, è deceduto questa mattina in ospedale: inutili i tentativi dei medici.

Ospedale
Ospedale (Corriereromano.it)

È morto questa mattina in ospedale a Roma, il ragazzo di 16 anni che due giorni fa si era sparato alla testa all’interno della sua abitazione, in zona Tor de’ Cenci. I medici hanno fatto il possibile per salvare il 16enne, ma alla fine il suo cuore ha smesso di battere per sempre.

Sono ancora in corso le indagini per appurare cosa possa aver spinto l’adolescente a compiere un simile gesto. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti anche quella di un rimprovero che ancora, però, deve essere confermata.

Roma, morto il 16enne che si era sparato alla testa: autorizzata la donazione degli organi

Ambulanza
Ambulanza (Corriereromano.it)

Ha lottato per circa 36 ore tra la vita e la morte, ma alla fine non ce l’ha fatta. Nella mattinata di oggi, giovedì 14 dicembre, è morto il ragazzo di 16 anni che martedì pomeriggio si era sparato in casa con una pistola.

L’adolescente, come hanno ricostruito gli inquirenti, era riuscito ad entrare in possesso della pistola del padre, che lavora come guardia giurata, e si era chiuso nel bagno della sua abitazione. Pochi istanti dopo, ha rivolto l’arma contro sé stesso esplodendo un colpo. Lo sparo ha allertato i familiari che hanno subito chiamato i soccorsi.

Il 16enne è stato trasportato d’urgenza presso l’ospedale San Camillo, dove è stato ricoverato in condizioni disperate nel reparto di terapia intensiva. Purtroppo, tutti i tentativi di tenerlo in vita sono risultati vani: questa mattina, come riportano i colleghi della redazione di Fanpage, i medici hanno dichiarato la morte cerebrale. I genitori hanno già dato il consenso per l’espianto e la donazione degli organi che serviranno ora a salvare altre vite.

Indagano gli agenti della Polizia

Gli agenti della Polizia di Stato stanno proseguendo le indagini per stabilire con precisione la dinamica dei fatti e capire cosa abbia potuto spingere il 16enne a compiere un simile gesto. Sono stati già sentiti amici e parenti. Una delle ipotesi al vaglio è quella secondo cui alla base della tragedia vi sia un rimprovero.

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