<p><strong>Si chiama Frezza ed è il ristorante aperto da Claudio Amendola in centro a Roma. Vediamo dove si trova, cosa si mangia e quanto si spende.</strong></p>
<figure id="attachment_3505" aria-describedby="caption-attachment-3505" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-3505" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/12/claudio-amendola-osteria.jpg" alt="frezza ristorante claudio amendola" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-3505" class="wp-caption-text">Claudio Amendola nel suo ristorante (CorriereRomano.it)</figcaption></figure>
<p>Si chiama <strong>Frezza</strong> e si trova nell&#8217;<strong>omonima e centralissima via del centro romano</strong>, alle spalle di Piazza Augusto Imperatore, il ristorante dell&#8217;attore<strong> Claudio Amendola</strong>. L&#8217;insegna recita<strong> Frezza- La cucina de coccio</strong> che serve a rimarcare il<strong> sapore verace del menù</strong> proposto dal ristorante che, ça va sans dire, fa solo ed esclusivamente <strong>cucina tradizionale romana</strong>.</p>
<p>L&#8217;apertura un anno fa più o meno e una scelta quella dell&#8217;attore che dichiarava di essersi innamorato di quel posto e volerlo rendere suo: &#8220;<em>Le mie esperienza mi hanno fatto capire</em> -raccontava Amendola all&#8217;inaugurazione di Frezza- <em>che oltre al piacere di andare al ristorante, ne volevo avere uno mio</em>&#8220;. E i piatti che si servono da Frezza lo rappresentano, <strong>piatti che l&#8217;attore ama mangiare e che quindi è orgoglioso di offrire</strong> ai clienti.</p>
<p>Tutto nel locale, oltre che nel menù, è un<strong> richiamo alla tradizione culinaria romana</strong> e del resto come poteva essere altrimenti visto che il proprietario è da decenni ormai uno dei volti più amati ed autentici di Roma.</p>
<h2>Il menù di Frezza, cosa si mangia e quanto si spende</h2>
<figure id="attachment_3504" aria-describedby="caption-attachment-3504" style="width: 730px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-3504" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/12/claudio-amendola-ristorante.jpg" alt="claudio amendola frezza" width="740" height="480" /><figcaption id="caption-attachment-3504" class="wp-caption-text">L&#8217;attore romano al lavoro nel ristorante (CorriereRomano.it)</figcaption></figure>
<p>Il<a href="https://frezzaromana.it/" target="_blank" rel="noopener"> menù che si serve da Frezza</a> è realizzato in ogni minimo dettaglio da <strong>Davide Cianetti</strong>, chef che ha conquistato l&#8217;attore per la sua passione e voglia di fare questo mestiere.</p>
<p>Tutto, come si anticipava, parla di Roma e del Lazio a partire dalla<strong> carta dei vini</strong> dove si presentano le <strong>specialità della regione</strong>. Per il resto è tutto un ripercorrere i sapori, gli odori e i colori della cucina romana; a partire dagli <strong>antipasti</strong> come le tradizionali<strong> bruschette con cicoria e guanciale</strong> e poi li sfizi con le <strong>bombe salate</strong> -lievitati fritti- arricchite dei sapori più tradizionali come la cacio e pepe, la coda alla vaccinara e la trippa.</p>
<p>I <strong>primi,</strong> neanche a dirlo, sono<strong> serviti in piatti di coccio</strong> e sono ovviamente quelli più legati alla veracità romana: dai <strong>tonnarelli cacio e pepe</strong> ai<strong> rigatoni alla matriciana</strong> e gli immancabili <strong>spaghetti freschi alla carbonara</strong>. I <strong>secondi</strong> sono essenzialmente di <strong>carne,</strong> eccezion fatta per il baccalà, e comprendono la coda alla vaccinara, il<strong><a href="https://www.corriereromano.it/pollo-alla-cacciatora-ricetta-della-tradizione-popolare-romana-come-lo-preparano-i-nonni/" target="_blank" rel="noopener"> pollo alla cacciatora</a></strong> e gli involtini alla romana. Puntarelle, cicoria e carciofi si prendono la scena tra i contorni.</p>
<p>Si servono anche <strong>pizze,</strong> rigorosamente <strong>romane</strong> e quindi più sottili e scrocchiarelle.</p>
<p>Infine i <strong>dolci,</strong> qui si spazia dalle <strong>ciambelline al vino</strong> alla torta della Nonna passando per produzioni più personali come le<strong> crostate fatte in casa.</strong></p>
<p>Sì ma quanto si spende? I prezzi sono <strong>nella media di una qualsiasi osteria/ristorante del centro</strong> romano: si spazia dagli <strong>8 euro per le bombe salate</strong> ai<strong> 14 per i rigatoni alla matriciana e</strong> i più o meno 18 euro per i secondi di carne. Il costo delle pizze, infine, parte dai 10 e arriva a massimo 14 euro.</p>

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