<p><b>I carciofi alla Giudìa sono un tipico piatto romano, e per rispettare la ricetta tradizionale della loro preparazione è necessario seguire delle regole: tra queste, vi è anche la scelta della varietà giusta. </b></p>
<figure id="attachment_3919" aria-describedby="caption-attachment-3919" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-3919 size-full" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/12/carciofi-giudia20231219-corriereromano.it_.jpg" alt="carciofi giudia varietà" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-3919" class="wp-caption-text">Carciofi alla Giudìa (Corriereromano.it)</figcaption></figure>
<p>Non c&#8217;è romano che non conosca i <b>carciofi alla Giudìa</b>, eppure in pochi sanno che per ottenere la ricetta originale della tradizione culinaria della capitale, è necessario scegliere una <b>varietà</b> in particolare dell&#8217;ortaggio. Non si usa un carciofo qualsiasi, altrimenti il risultato finale non sarà lo stesso.</p>
<p>Il carciofo da cuocere alla Giudìa deve rispettare determinate caratteristiche. Solo in questo modo si potrà gustare quel piatto croccante, carnoso e dorato che fa impazzire grandi e piccoli. Nato dalla cucina delle massaie nel periodo del Kippur, il carciofo alla Giudìa veniva preparato nei <b>ghetti ebraici</b> da consumare dopo le 24 ore di digiuno. Oggi è un punto fermo della cucina giudaico-romanesca e segue delle regole ben precise di preparazione.</p>
<h2>Carciofi alla Giudìa: la variante giusta e la ricetta</h2>
<figure id="attachment_3920" aria-describedby="caption-attachment-3920" style="width: 730px" class="wp-caption aligncenter"><img class="wp-image-3920 size-full" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/12/carciofi-giudia20231219-corriereromano.it_-1.jpg" alt="carciofi giudia varietà" width="740" height="480" /><figcaption id="caption-attachment-3920" class="wp-caption-text">Carciofi alla Giudìa (Corriereromano.it)</figcaption></figure>
<p>Per ottenere questo piatto, bisogna tagliare il gambo e il fiore del carciofo a spirale, poi va fatto riposare in acqua e limone affinché non annerisca e infine va passato per due volte nell&#8217;olio. La prima passata servirà a cuocerlo, la seconda a friggerlo. Inoltre, il primo segreto della sua <b>croccantezza</b> sarà lo spruzzare dell&#8217;<b>acqua</b> nella pentola. Il secondo segreto dipende dalla <strong>tipologia</strong> di carciofo che si sceglie per la preparazione. In pochi sanno che non tutte le varianti dell&#8217;ortaggio possono essere cucinate alla Giudìa.</p>
<p>Roma e, più in generale, tutto il Lazio, sono la patria del <b>Carciofo Romanesco IGP</b>, conosciuto anche come <b>mammola</b> o <b>cimarolo</b>. Si distingue dagli altri per essere grande, rotondo, compatto, tenero e senza spine. Special modo per questa caratteristica, viene preferito in cucina e c&#8217;è meno spreco: anche la parte più esterna, essendo tenera, può essere mangiata. Inoltre, è perfetto per essere ripieno, come accade nella<strong> <a href="https://www.corriereromano.it/carciofi-alla-romana-solo-se-li-fai-cosi-rispetti-la-tradizione-questo-ingrediente-non-puo-mancare/">ricetta del carciofo alla romana</a></strong>.</p>
<p>Chi non ha mai provato questo piatto, deve necessariamente sfruttare la celebre &#8220;Sagra del Carciofo&#8221;. Al &#8220;re dell&#8217;orto&#8221; viene dedicata una festa a <b>Ladispoli</b> da oltre mezzo secolo. Chi invece vuole tentare di preparare in casa la ricetta, può trovare l&#8217;ortaggio fresco in vendita nel periodo tra gennaio e maggio.</p>

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