<p class="p1"><strong>In un programma radio, Laura Pausini ricorda quando Michael Jackson le telefonò per proporle una collaborazione.</strong></p>
<figure id="attachment_1886" aria-describedby="caption-attachment-1886" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-1886" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/11/Laura-Pausini-e-Michael-Jackson.jpg" alt="Laura Pausini e Michael Jackson" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-1886" class="wp-caption-text">Laura Pausini e Michael Jackson (Corriereromano.it)</figcaption></figure>
<p class="p1">Ai microfoni della trasmissione radio <strong>BSMT Basement</strong>, la cantante <strong>Laura Pausini</strong> ricorda una sorpresa accadutale più di 20 anni fa, quando Michael Jackson le telefonò a casa per proporle una collaborazione per partecipare a<strong> una canzone di beneficenza</strong> dalla genesi travagliata, un progetto musicale corale che prevedeva la partecipazione di tante star della musica pop mondiale.</p>
<p class="p1">La Pausini ammette che, in quell&#8217;occasione, era stata colta alla sprovvista: “Ero scioccata, mi vergognavo, era Michael Jackson, chi c’è dopo di lui? Nessuno”, e così inizia a <strong>raccontare di questa collaborazione</strong>, che poi sarebbe terminata con la registrazione del brano “<strong>What more can i give</strong>”, pezzo corale pubblicato per beneficenza, per raccogliere fondi per le famiglie delle vittime dell’11 settembre.</p>
<h2 class="p1">La genesi di “What more can i give”: Laura Pausini racconta della telefonata con Michael Jackson</h2>
<figure id="attachment_1888" aria-describedby="caption-attachment-1888" style="width: 730px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-1888" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/11/Michael-Jackson-nel-videoclip-di-What-More-can-i-Give.jpg" alt="Michael Jackson nel videoclip di What More can i Give" width="740" height="480" /><figcaption id="caption-attachment-1888" class="wp-caption-text">Michael Jackson nel videoclip di What More can i Give (Corriereromano.it)</figcaption></figure>
<p class="p1">Michael Jackson iniziò a scrivere la canzone già nel 1992, con il titolo provvisorio di “Heal LA”, e ci lavorò per tutti i primi anni ’90, perché voleva inserirla nello splendido “<strong>History</strong>”, album capolavoro del 1995, pieno zeppo di singoli che hanno scalato le classifiche mondiali. Tuttavia, il pezzo non fu mai finito e venne accantonato, fino al 1999, quando, durante un appuntamento con Nelson Mandela, Jackson non riprese a lavorarci.</p>
<p class="p1">L’intento era quello di farlo uscire per<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_del_Kosovo" target="_blank" rel="noopener"> <strong>raccogliere fondi per la guerra in Kosovo</strong></a>, ma i numerosi impegni gli impedirono di terminarlo prima della fine della guerra. Solo nel 2001, a seguito dell’attacco alle <strong>Torri Gemelle di New York</strong>, e dopo la pubblicazione dell’ultimo album in vita, “<strong>Invincible</strong>”, MJ decise di ricominciare a lavorare al brano, modificando il titolo in “What more can i give”.</p>
<h2 class="p1">Storia di un brano ostacolato e misconosciuto nato con tutte le buone intenzioni</h2>
<p class="p1">L’idea era quella di replicare il successo clamoroso di “<strong>We are the world</strong>”, uno dei brani più celebri degli anni ’80, nonché della storia della musica, scritto e composto dallo stesso Jackson per raccogliere fondi per l’Africa. E così, <strong>il cantante contatta tantissime pop star mondiali</strong> (nulla a che vedere con i giganti della musica presenti in &#8220;We are the world&#8221;), radunandoli per le registrazioni del singolo.</p>
<p class="p1">Oltre a Celine Dion, Mariah Carey, Anastacia, Tom Petty, Nick Carter dei Backstreet Boys, Beyoncé, Justin Timberlake, nel gruppo figurano anche Julio Iglesias, Ricky Martin, Shakira e Laura Pausini, questi ultimi cantanti nella <strong>versione in spagnolo “Todo para ti”</strong>.</p>
<p class="p1">Poco prima del lancio, però, Jackson giunge ai ferri corti con l’etichetta Sony, dando il via a una micidiale guerra per i diritti sulle canzoni, accusando la Sony di razzismo e sciogliendo la sua storica collaborazione. Per questo motivo, il videoclip del brano venne cancellato e “<strong>What more can i give” non potè uscire, se non alla fine del 2023</strong>, solo in streaming, passando quasi del inosservato.</p>
<p class="p1">I soldi guadagnati per la raccolta fondi, comunque, <strong>andarono in beneficenza per i bambini di alcune fondazioni.</strong> Insomma, nonostante tutto, una bella esperienza, anche se gli artisti spagnoli non ebbero modo di vedersi, ma registrarono la propria parte separata, e poi il tutto venne assemblato in studio. La Pausini non lavorò mai insieme a Michael Jackson.</p>

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