<p class="p1"><strong>Li chiamiamo di continuo e loro sembrano ascoltarci, ma i gatti capiscono davvero il proprio nome? Cosa dicono i veterinari.</strong></p>
<figure id="attachment_1848" aria-describedby="caption-attachment-1848" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-1848" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/11/Gatto-dallo-sguardo-attento.jpg" alt="Gatto dallo sguardo attento" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-1848" class="wp-caption-text">Gatto dallo sguardo attento (Corriereromano.it)</figcaption></figure>
<p class="p1">Spesso li chiamiamo e loro sembrano ascoltarci, accorrono svelti, oppure ci guardano con con sguardo interdetto. Non appena pronunciamo il loro nome, i gatti ci fissano con quei meravigliosi e misteriosi occhi, ma <strong>capiscono davvero che ci stiamo rivolgendo a loro</strong>? Secondo gli esperti, <strong>i gatti riescono a capire il proprio nome</strong>, e se non si voltano o non accorrono, è solo perché vogliono ignorarci.</p>
<p class="p1">Sono animali molto abili a dissimulare, e ciò rientra perfettamente nel loro carattere schivo, egoista, permaloso e un po’ snob. In realtà, come confermano i veterinari, <strong>i gatti hanno un udito finissimo</strong>, fortemente sviluppato, e riconoscono le parole che noi pronunciamo, associandole proprio a loro. Astuzia e intelligenza sono le loro caratteristiche principali, unite a una decisa aria di superiorità.</p>
<h2 class="p1">I gatti riconoscono quando pronunciamo il loro nome, ma non solo, le loro doti intellettive sono sorprendenti</h2>
<figure id="attachment_1849" aria-describedby="caption-attachment-1849" style="width: 730px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-1849" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/11/Padrone-insieme-al-suo-gatto.jpg" alt="Padrone insieme al suo gatto" width="740" height="480" /><figcaption id="caption-attachment-1849" class="wp-caption-text">Padrone insieme al suo gatto (Corriereromano.it)</figcaption></figure>
<p class="p1">Come confermano diversi studi sul comportamento felino, i gatti riescono addirittura a <strong>riconoscere il nostro timbro vocale in mezzo alla folla</strong>. Ma hanno capacità mnemoniche nel riconoscere anche il loro nome? È stato provato in modo scientifico che i gatti riconoscono il proprio nome, ma non solo, perché questi animali riuscirebbero anche a <strong>riconoscere i nomi dei membri appartenenti alla famiglia</strong>, sia umani che animali.</p>
<p class="p1">Insomma, riescono a capire quando ci rivolgiamo a loro, oppure a un altro membro della famiglia, o ancora a un altro gatto o a un cane. Uno studio condotto al<strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Universit%C3%A0_di_Paris-Nanterre" target="_blank" rel="noopener">l’Università Paris Nanterre</a> </strong>rivela che il nostro amico a quattro zampe riesce a memorizzare diverse frasi e molteplici parole, tra cui il proprio nome. Ma non solo, perché i ricercatori affermano che il gatto <strong>riesce a capire anche quando lo si chiama in modo sbagliato</strong>, oppure se si chiama un altro membro della famiglia in modo errato.</p>
<p class="p1">Si tratta di un <strong>riconoscimento del linguaggio</strong> che, ameno fino a poco tempo fa, era associato soltanto ai cani, e che ora sappiamo essere tipico anche dei gatti. Ma come sono riusciti i ricercatori a stabilire tutto questo? Gli studiosi parigini hanno collaborato con alcuni ricercatori giapponesi, operanti all’Università di Kyoto, mettendo in atto un curioso esperimento.</p>
<h2>L&#8217;esperimento per il riconoscimento del linguaggio felino</h2>
<p class="p1">48 gatti domestici sono stati <strong>interrogati sui componenti della loro famiglia</strong>, tra cui umani e animali. A ciascun gatto è stata fatta ascoltare una registrazione audio del suo umano di riferimento che chiamava un altro gatto convivente in modi differenti. Dopodiché, gli studiosi hanno <strong>proiettato delle foto relative ai felini</strong> chiamati dagli umani.</p>
<p class="p1">Con le foto dei gatti e degli umani riconosciuti, i gatti interrogati presentavano uno sguardo sereno, mentre, con le foto associate a nomi sbagliati, <strong>i gatti sgranavano gli occhi</strong>, perché non riuscivano ad associare il nome al viso o al muso di un loro amico felino. Dunque, come suggeriscono gli studiosi,<strong> i gatti associano i nomi ai visi</strong>, e senza alcun addestramento, soltanto con l’abitudine.</p>
<p class="p1">La ricerca, pubblicata sulla testata <em>Nature Scientific Report</em>, dimostra l’intelligenza felina,<strong> un’intelligenza emotiva altamente sviluppata</strong> e un forte spirito di adattamento. Sono animali dotati di spiccate capacità intellettive, grande curiosità, desiderio di stimoli continui. Insomma, cani e gatti sono effettivi membri della famiglia, si affezionano, ci vogliono bene e ci riconoscono, e inoltre <a href="https://www.corriereromano.it/disturbo-affettivo-stagionale-cose-la-depressione-canina-e-come-si-riconosce/" target="_blank" rel="noopener"><strong>possono presentare tante emozioni, proprio come noi umani</strong></a>.</p>

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