<p><strong>Ricordare i propri parenti nel periodo delle festività: ecco alcune idee valide per poter rivivere un piacevole ricordo. </strong></p>
<figure id="attachment_4058" aria-describedby="caption-attachment-4058" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-4058" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/12/Memoria-natale.jpg" alt="Memoria natale" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-4058" class="wp-caption-text">Ricordare i defunti a natale: ecco cosa poter fare (Corriereromano.it)</figcaption></figure>
<p>Normalmente si pensa che a <strong>natale</strong> non sia giusto &#8220;<em>appesantire</em>&#8221; i pensieri con immagini e <strong>ricordi</strong> di persone amate che sono venute a mancare. Probabilmente questo ragionamento non si presenta solo a natale, ma ci viene naturale pensare ad <strong>allontanare</strong> dei pensieri che dovremmo ascoltare e abbracciare. &#8220;<em>se c&#8217;è una cosa che mi fa spaventare del mondo occidentale, è questo imperativo di rimuovere il dolore</em>.&#8221; Così canta <strong>Brunori Sas</strong> in <strong>Secondo Me</strong>, sottolineando qualcosa di molto vero: la <strong>paura</strong> continua di sentire il peso di quel <strong>dolore</strong> e non nasconderlo con le scuse natalizie, ma anzi, riconoscerlo.</p>
<h2>Ricordare: ecco un modo bello per farlo a natale</h2>
<figure id="attachment_4059" aria-describedby="caption-attachment-4059" style="width: 730px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-4059" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/12/Famiglia.jpg" alt="Famiglia" width="740" height="480" /><figcaption id="caption-attachment-4059" class="wp-caption-text">Ricordare un defunto: ecco cosa fare durante le festività (Corriereromano.it)</figcaption></figure>
<p>Questo non significa <strong>crogiolarsi</strong> nel dolore e nella tristezza, ma riconoscerne la sua esistenza e donargli dignità, ma cosa significa? <strong>Dare dignità al dolore</strong> significa riconoscerlo e renderlo <strong>parte di te</strong>, assorbendone il suo essere. Per farlo bisogna imparare a <strong>parlare</strong> con quella parte che <strong>urla</strong> di dolore dentro di noi, senza imbavagliarla e chiuderla in cantina. Se questa parte urla, <strong>noi l&#8217;ascoltiamo urlare</strong> fino a che non comprenderemo che le urla sono <strong>parole</strong>. Un modo molto sano di riconoscere, per esempio, un dolore come il lutto, è dargli <strong>dignità</strong> <strong>ricordando il defunto</strong>, cercando di rivivere le sensazioni che sono state condivise con lui o lei.</p>
<p>Il <strong>natale</strong>, paradossalmente, è il <strong>momento ideale</strong> per ricordare un familiare che non c&#8217;è più, proprio perché in quel momento la <strong>famiglia</strong> tutta si <strong>riunisce</strong> e può riconoscere e condividere il ricordo ed i dolore che si porta dietro. Ma come poter ricordare una persona cara in un momento come quello natalizio?</p>
<h2>Dare dignità al dolore: riconoscerlo e ricordare il defunto</h2>
<p>Un modo sano sono le <strong>tradizioni</strong>, i <strong>detti</strong> e le <strong>storie</strong>; sostanzialmente tutto quello che rievoca la figura e il ricordo per quella figura.<br />
<em><strong>Tradizioni culinarie</strong></em>, piatti che erano amati da quella persona o che cucinava con grande piacere;<br />
<em><strong>tradizioni musicali</strong></em>, ricordando canzoni sue o che amava ascoltare;<br />
<em><strong>tradizioni territoriali</strong></em>, ambienti e luoghi che condividono il legame con la persone che si è persa.<br />
Costruito il <strong>contesto</strong>, di grande aiuto sono le <strong>storie vissute</strong> dalla persona che vogliamo ricordare. Mantenere la <strong>memoria</strong> delle sue parole e delle sue azioni mantiene viva la persona stessa negli <strong>occhi</strong> di tutti. Un <strong>viaggio</strong> che è stupendo da poter condividere, ma ancora di più da poter <strong>raccontare</strong> alle persone giuste.</p>
<p>Con persone giuste mi riferisco ai <strong>bambini di famiglia</strong>, i piccoli che non hanno vissuto le storie di famiglia. Un modo bello, appassionato e leggero per <strong>ricordare</strong> e <strong>tramandare</strong> il ricordo. Tutto questo, infine, può essere <strong>accompagnato</strong> da gesti anche più <strong>profondi</strong>, come del <strong>silenzio programmato</strong> per porgere l&#8217;attenzione al defunto, o l&#8217;utilizzo di <strong>candele</strong> e altri oggetti di richiamo <strong>funebri</strong>.<br />
<em>Un modo più cupo di vivere il sentimento della perdita, ma nessuno ha il diritto di giudicare, se questo può aiutare è solo che di guadagnato</em>.</p>

<!-- WP QUADS Content Ad Plugin v. 3.0.2 -->
<div class="quads-location quads-ad4" id="quads-ad4" style="float:none;margin:3px;">
<amp-embed width=100 height=100 
 type=taboola 
 layout=responsive 
 data-publisher='dmmnetwork-corriereromanoit' 
 data-mode='alternating-thumbnails-a' 
 data-placement='Below Article Thumbnails AMP' 
 data-target_type='mix' 
 data-article='auto' 
 data-url=''> 
</amp-embed>
</div>


Alcol: non conta solo quanto si beve ma anche cosa. Ecco perché vino, birra e…
Quattro idee di primi piatti con guanciale, oltre amatriciana e carbonara: ricette cremose, gustose e…
Uno studio su Ecology Letters rivela un comportamento estremo delle tartarughe di Hermann sull’isola di…