<p><strong>Antiche ricette per antichi sapori: ecco una ricetta familiare viterbese che vi scalderà l&#8217;animo e lo stomaco di un ottimo brodo.</strong></p>
<figure id="attachment_3072" aria-describedby="caption-attachment-3072" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-3072" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/12/Pasta-fatta-in-casa.jpg" alt="Tagliolini all'uovo fatti in casa" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-3072" class="wp-caption-text">Nuova ricetta antichi sapori: tagliolini al brodo di tinca (Corriereromano.it)</figcaption></figure>
<p>Oggi parliamo di una ricetta molto <strong>familiare</strong>, &#8220;<em>casareccia</em>&#8220;, che potrà accompagnare i vostri pasi nel pieno dell&#8217;<strong>inverno</strong>, scaldandovi e assaporando delle sensazioni antiche del <strong>viterbese</strong>. Il <strong>bordo di tinca</strong> è un sicuramente uno di quei piatti che non sono comuni da trovare in giro nelle case degli abitanti del <strong>Lazio</strong>. Questo perché, come tante antiche ricette, ha perso il suo essere comune in una mancanza di <strong>continuità</strong> nelle <strong>generazioni</strong> che hanno preso possesso dei territori del <strong>viterbese</strong>. Oggi, però, decideremo di rispolverare un0antica ricetta per ricercare degli <strong>antichi sapori</strong>, affinché non si dimentichino.</p>
<h2>Brodo di tinca: ecco la ricetta originale</h2>
<figure id="attachment_3073" aria-describedby="caption-attachment-3073" style="width: 730px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-3073" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/12/Taglioni-al-brodo-di-tinca.jpg" alt="Taglioni al brodo di tinca" width="740" height="480" /><figcaption id="caption-attachment-3073" class="wp-caption-text">Brodo di tinca: ecco la ricetta originale viterbese (corrieromano.it)</figcaption></figure>
<p>Il <strong>brodo di tinca</strong> è sicuramente una di quelle ricette che non vi è capitato, naturalmente, di trovare in giro per ristoranti o nelle case dei vostri <strong>amici</strong> e <strong>parenti</strong>. Forse ricorderete una nonna fare questo brodo, o un parente lontano di un conoscente, ma <strong>non è comune</strong> vederla nei tavoli imbanditi di queste <strong>generazioni</strong>. Ma niente si perde se si ha l&#8217;intenzione di non perderlo e, quindi, eccoci qua con la <strong>ricetta</strong> del <strong>brodo di tinca</strong>, pronti ad apprezzarne ogni sua caratteristica ed ogni suo sapore.</p>
<p>Prima di tutto capiamo cos&#8217;è una <strong>tinca</strong>. Molti potrebbero già sapere di cosa si tratti, ma è giusto porre il beneficio del dubbio e non dare per scontato nulla. La tinca è un <strong>pesce di lago</strong> che vive in <strong>profondità</strong>, il periodo del pescato va da <strong>aprile</strong> ad <strong>ottobre</strong>. Quindi, proprio perché il periodo rischia di essere lontano dal momento <strong>invernale</strong>, si consigli di <strong>surgelarlo con l&#8217;abbattitore</strong>. Fatto luce su questo, vediamo gli <strong>ingredienti</strong> del brodo di tinca: <em><strong>700/800 g di tinca</strong></em>, <em><strong>1 carota</strong></em>, <em><strong>1 costa di sedano</strong></em>, <em><strong>1 cipolla</strong></em>,<em><strong> 1 spicchio d&#8217;aglio</strong></em>, <em><strong>mezzo bicchiere di vino</strong></em>, <em><strong>1 cucchiaino di conserva</strong></em>, <strong><em>acqua</em></strong>, <strong><em>sale</em> </strong>ed <em><strong>olio</strong></em>.</p>
<h2>Tagliolini al brodo di tinca: la ricetta calda e saporita</h2>
<p>Prima di passare al <strong>procedimento</strong>, si consiglia vivamente di mangiare il brodo di tinca con dei <strong>tagliolino all&#8217;uovo</strong>, magari fatti in casa. Per farli vi servirà <em><strong>un uovo</strong></em>, <em><strong>100 g di farina</strong></em> e <em><strong>sale</strong></em>. Si ricorda, dopo aver costituito l&#8217;impasto, di lasciarlo riposare per <strong>30 minuti</strong> coperta dalla <strong>pellicola</strong>. Ma cerchiamo di capire il procedimento per il <strong>brodo</strong>. Prima di tutto la <strong>tinca</strong> deve essere <strong>pulita</strong>, cosa fondamentale è <strong>togliere le branchie</strong> che renderebbero il brodo molto più <strong>amaro</strong> e <strong>sgradevole</strong>. Preparate quindi gli odori, <strong>cipolla</strong>, <strong>carota</strong>, <strong>sedano</strong> ed <strong>olio</strong>; lasciate rosolare per poco, per poi metterci la <strong>tinca</strong>.</p>
<p>Si consiglia di metterla <strong>intera</strong>, ma se non avete spazio potrete anche dividerla in <strong>tranci</strong>. Sfumate con il <strong>vino bianco</strong> e non appena sarà evaporato coprite la tinca con l&#8217;<strong>acqua</strong>. Dal bollore ci vorranno circa <strong>20 minuti</strong>, controllando che il pesce rimanga <strong>solido</strong> e non si <strong>sbricioli</strong>, perché le <strong>spine</strong> sono molto piccole ed è complicato toglierle dal brodo se si disperdono. Quindi, a fine cottura, <strong>togliete la tinca</strong>, che potrete tenere in frigo per 1 o 2 giorni, e con un passino solate il <strong>brodo in una pentola</strong>. Portate ad <strong>ebollizione</strong> il brodo ed infine scolate i <strong>tagliolini</strong> fino a fine cottura.</p>

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