<p><strong>Il Ministero dell&#8217;ambiente e della sicurezza energetica ha pubblicato la lista delle aree destinate alle scorie nucleari: quelle del centro Italia si trovano vicino Roma.</strong></p>
<figure id="attachment_3759" aria-describedby="caption-attachment-3759" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-3759" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/12/Taniche-con-rifiuti-nucleari.jpg" alt="taniche con scorie nucleari" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-3759" class="wp-caption-text">Scorie nucleari (Corriereromano.it)</figcaption></figure>
<p>Lo<strong> smaltimento delle scorie nucleari</strong>, si sa, necessita di strutture create appositamente per questo scopo. Esse devono essere del tutto <strong>isolate dal mondo esterno</strong> e progettate per non andare a inficiare la salute e la sopravvivenza di persone, animali e cose nell&#8217;ambiente circostante. A causa dell&#8217;alto tasso di <strong>pericolosità</strong> dei rifiuti nucleari, in molti sono preoccupati dalla presenza di eventuali depositi nei pressi dei propri luoghi di residenza.</p>
<p>Eppure lo smaltimento di questo tipo di rifiuti è necessario: è meglio stoccarli in luoghi sicuri e progettati appositamente per non disperderli nell&#8217;ambiente piuttosto che continuare a spostarli da un luogo all&#8217;altro senza una destinazione ben precisa. Inoltre bisogna considerare che le aree già adibite a questo scopo stanno arrivando a <strong>saturazione</strong>, mentre altre stanno per <strong>concludere il loro ciclo di vita</strong> di circa 50 anni.</p>
<h2>Scorie nucleari, da qualche parte dovremo pur smaltirle: il documento del MaSe</h2>
<figure id="attachment_3762" aria-describedby="caption-attachment-3762" style="width: 730px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-3762" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/12/Centrale-nucleare.jpg" alt="Centrale nucleare" width="740" height="480" /><figcaption id="caption-attachment-3762" class="wp-caption-text">Centrale nucleare (Corriereromano.it)</figcaption></figure>
<p>Per questa ragione, dopo <strong>lunghe consultazioni</strong> a cui hanno partecipato numerosi enti di sicurezza nazionali, il Ministero dell&#8217;ambiente e della sicurezza energetica (<strong>MaSe</strong>) ha condiviso la <strong>lista delle aree</strong> ove sorgeranno le strutture per lo smaltimento delle scorie nucleari.</p>
<p>In particolare nel documento, chiamato Carta Nazionale delle Aree Idonee (<strong>CNAI</strong>), vengono prese in considerazione 6 regioni (Basilicata, Puglia, Lazio, Piemonte, Sicilia e Sardegna) e in particolare <strong><a href="https://www.mase.gov.it/sites/default/files/Archivio_Energia/Sostenibilita/Energia_Nucleare/Rifiuti_Radioattivi_Combustibile_Nucleare_Esaurito/elenco_pubblicazione_aree_CNAI.pdf" target="_blank" rel="noopener">9 province: Potenza, Matera, Taranto, Bari, Trapani, Oristano, Alessandria, Viterbo e il sud della Sardegna</a></strong>.</p>
<h2>Viterbo: vicino Roma ben 21 aree di smaltimento</h2>
<p>Agli occhi dei Romani ce n&#8217;è sicuramente una che balza all&#8217;occhio: <strong>Viterbo</strong>, provincia laziale che si trova a circa 100 chilometri dalla Capitale. Qui troviamo numerose attrattive, ad esempio il <strong><a href="https://www.corriereromano.it/bomarzo-il-parco-dei-mostri-una-chicca-spaventosa-da-scoprire-nel-lazio/" target="_blank" rel="noopener">parco esoterico di Bomarzo</a></strong> o il <strong><a href="https://www.corriereromano.it/quartiere-medievale-piu-grande-deuropa-si-trova-nel-lazio-dove/" target="_blank" rel="noopener">quartiere medievale più grande d&#8217;Europa</a></strong>. Ma vi è anche previsto il posizionamento di numerosi punti di smaltimento. Nello specifico si parla di ben <strong>21 aree</strong>, sparse nel territorio compreso nella provincia di Viterbo. Il nuovo <strong>Deposito Nazionale</strong> suddividerà i rifiuti in base al loro tasso di radioattività.</p>
<p>In alcuni casi verranno predisposti depositi biologici integrati con il territorio, ad esempio tramite il ricorso a <strong>colline naturali</strong> ricoperte con materiali impermeabili. Le scorie nucleari non sono soltanto quelle che derivano dalla produzione di armi o dalle centrali nucleari, che in Italia non esistono. Ma anche quelli provenienti dalla <strong>ricerca medica e industriale</strong> o dallo smantellamento di impianti che non sono più in funzione.</p>

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