<p><strong>Turismo enogastronomico<em> mon amour</em>, è uno dei comparti che rende di più e crea anche nuove figure professionali. Roma tra le città trainanti.</strong></p>
<figure id="attachment_1969" aria-describedby="caption-attachment-1969" style="width: 1190px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-1969" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/11/lavori-enogastronomia.jpg" alt="lavori comparto gastronomico" width="1200" height="800" /><figcaption id="caption-attachment-1969" class="wp-caption-text">Il settore gastronomico è uno di quelli che rende di più (CorriereRomano.it)</figcaption></figure>
<p>Il <strong>settore gastronomico</strong> supera i <strong>30 miliardi nel 2023 e</strong> si tratta di un dato destinato a crescere soprattutto se la cucina italiana dovesse essere inserita nei patrimoni immateriali dell&#8217;Unesco. Il comprato ha ormai creato un vero e proprio settore turistico, segnando un <strong>+58%</strong> nel 2023 e con 37 punti percentuali in più rispetto solo al 2016. Questo significa che in poco più di 6 anni, il <strong>turismo enogastronomico</strong> è diventata una delle motivazioni principali del viaggio stesso.</p>
<p>Il buon cibo e la cucina italiana sono di fatto diventati il valore aggiunto per una vacanza nel nostro Paese e Coldiretti sottolinea come proprio la voce legata al cibo sia quella a cui è dedicata la maggior parte del budget per un viaggio in Italia. Secondo l&#8217;ultimo<strong><a href="https://www.robertagaribaldi.it/rapporto-sul-turismo-enogastronomico-italiano/" target="_blank" rel="noopener"> rapporto sul turismo enogastronomico</a></strong> in Italia <strong>Sicilia, Campania ed Emilia Romagna</strong> sono considerate le <strong>regioni migliori</strong> dal punto di vista enogastronomico, mentre <strong>Napoli, Bologna e Roma</strong> le migliori <strong>città.</strong></p>
<h2>Chef, sommelier ma anche anche destination manager e guide gastronomiche, così il comparto crea posti di lavoro</h2>
<figure id="attachment_1968" aria-describedby="caption-attachment-1968" style="width: 730px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-1968" src="https://www.corriereromano.it/wp-content/uploads/2023/11/foodblogger.jpg" alt="lavori legati all'enogastronomia" width="740" height="480" /><figcaption id="caption-attachment-1968" class="wp-caption-text">Nuovi e vecchi lavori legati all&#8217;enograstronomia (CorriereRomano.it)</figcaption></figure>
<p>C&#8217;erano una volta gli <strong>chef</strong>, <strong>sommelier</strong> e poi i <strong>meitre</strong> e ovviamente i <strong>camerieri,</strong> <strong>gestori di ristoranti e agriturismi</strong>. Figure che ci sono ancora e che in alcuni casi si stanno trasformando, come gli chef, in ambasciatori della buona cucina italiana nel mondo.</p>
<p>Ma il settore enogastronomico ha creato negli ultimi anni anche<strong> nuove figure professionali</strong> che sono sempre più ricercate; da quelli che una volta erano i food blogger e oggi sono <strong>food influencer</strong> e rientrano nell&#8217;ambito della comunicazione e marketing alla<strong> guida enogastronomica</strong>, passando per il responsabile dell&#8217;hospitality delle aziende agricole e vitivinicole e il destination manager.</p>
<p>Il<strong> responsabile dell&#8217;hospitality</strong> si occupa della conduzione e pianificazione di tutti i servizi di accoglienza. Il <strong>destination manager</strong> si occupa invece della promozione o lancio e rilancio turistico di un territorio. Mentre la guida gastronomica somma le competenze del sommelier con quelle della guida turistica ed ambientale e dell&#8217;animatore turistico. Va da sé, quindi, che la formazione diventa fondamentale e una parte dell&#8217;indotto creato dall&#8217;enogastronomia moderna è data proprio dalla formazione, con la creazione di innumerevoli master post universitari dedicati proprio all&#8217;alta specializzazione nel settore.</p>
<h2>Di cosa vive il turismo enogastronomico</h2>
<p>Non ci sono solo i <strong>ristoranti</strong> delle grandi città d&#8217;arte o gli <strong>agriturismi</strong> di montagna a dare linfa vitale al settore. Il turista enogastronomico di oggi ricerca particolarità e così si sono <strong>riscoperte le sagre e fiere</strong>, ma anche i vernissage nelle cantine di produzione dei vini, così come si fa sempre più altra la richiesta di<strong> aperture al pubblico</strong> di tutte le<strong> aziende produttrici</strong> come caseifici, fabbriche di cioccolato, ma anche salumifici e frantoi, associando proposte di visite guidate a degustazioni.</p>

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