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Il treno accumula un ritardo di almeno 60 minuti? Il rimborso è assicurato

Sarà capitato a tutti, almeno una volta, che il treno sul quale viaggiate faccia ritardo. Per chi è pendolare questa notizia risulterà molto allettante perchè la Corte Europea ha sentenziato che la “causa di forza maggiore” non può essere più una scusa per la compagnia sulla quale viaggiate.
Se il treno arriva a destinazione con un ritardo pari o superiore a 60 minuti il viaggiatore ha sempre diritto ad un rimborso parziale pari al 25% del costo del biglietto se il ritardo è compreso tra 60 e 119 minuti, il 50% se superiore a 120 minuti di ritardo. E non si ammettono scuse. Neve, furti di rame, suicidi, la compagnia è obbligata al rimborso. Tutto questo lo ha deciso una sentenza della Corte Europea, all'interno della quale è specificato che la compagnia ferroviaria non può inserire nelle condizioni generali di trasporto nessun comma che la esuli da rimborso in caso di ritardo.

Se andiamo a visionare le condizioni di trasporto Trenitalia leggiamo che:


Se non puoi continuare il viaggio nello stesso giorno per ritardo, soppressione o mancata coincidenza con l’ultimo treno serale o soppressione di quest’ultimo e non risulti possibile la prosecuzione con autoservizi sostitutivi (bus o taxi) hai diritto al pernottamento con trattamento di qualità media ed al rimborso delle spese necessarie per informare i tuoi familiari del ritardo nell’arrivo, ove risulti fisicamente possibile e fatti salvi i casi di esclusione dalla responsabilità dell’Impresa ferroviaria (colpa del viaggiatore, comportamenti di terzi (es. occupazione dei binari da parte di manifestanti, suicidio) e cause di forza maggiore (es. tempesta, inondazioni, interruzione dell’energia elettrica, scioperi, lavori programmati in linea resi noti alla clientela) .

Quanto riportato sopra, grazie alla sentenza della Corte Europea del 26 Settembre 2013, non è più valido, e Trenitalia farebbe bene a modificare quanto riportato sul proprio sito.
In particolare la sentenza recita che:


Da tutte le considerazioni che precedono discende che si deve rispondere alla seconda questione che l’articolo 17 del regolamento n. 371/2007 dev’essere interpretato nel senso che un’impresa ferroviaria non è legittimata a inserire nelle sue condizioni generali di trasporto una clausola in forza della quale essa è esonerata dall’obbligo d’indennizzo per il prezzo del biglietto in caso di ritardo, qualora il ritardo sia imputabile a un caso di forza maggiore o a una delle cause elencate all’articolo 32, paragrafo 2.

Inoltre è specificato nella motivazione della sentenza che la compagnia ferroviaria è tenuta, oltre al risarcimento parziale del biglietto, anche ad offrire un'adeguata assistenza ai viaggiatori.


a) Pasti e bevande in quantità ragionevole in funzione dei tempi di attesa, se sono disponibili sul treno o nella stazione o possono essere ragionevolmente forniti;
b) Sistemazione in albergo o di altro tipo, e il trasporto tra la stazione ferroviaria e la sistemazione, qualora risulti necessario un soggiorno di una o più notti o un soggiorno supplementare, ove e allorché sia fisicamente possibile;
c) Se il treno è bloccato sui binari, il trasporto tra il treno e la stazione ferroviaria, a un punto di partenza alternativo o alla destinazione finale del servizio, ove e allorché sia fisicamente possibile.
3. Se il servizio ferroviario non può più essere proseguito, l’impresa ferroviaria organizza quanto prima possibile servizi di trasporto alternativi per i passeggeri.

E per quanto riguarda i treni regionali?
In base a quanto riportato da Trenitalia vengono applicate le seguenti condizioni:

IN CASO DI RITARDO IN PARTENZA O DURANTE IL VIAGGIO
Se il treno viene soppresso o si verifica un ritardo in partenza superiore a 60 minuti, puoi ottenere presso tutte le biglietterie un rimborso integrale del biglietto anche nel caso in cui sia già stato convalidato.
La biglietteria provvede direttamente al rimborso quando è in condizione di verificare le circostanze che giustificano il rimborso integrale; in caso contrario procederà all’inoltro alla Direzione Regionale competente della richiesta presentata in forma scritta.

IN CASO DI RITARDO ALL'ARRIVO
- 25% del prezzo del biglietto per un ritardo compreso tra 60 e 119 minuti;
- 50% del prezzo del biglietto per un ritardo di almeno 120 minuti.

Tale indennità è prevista se viaggi con treni AV Frecciarossa e Frecciargento,  Frecciabianca, IC, ICN ed Espressi (posti a sedere, cuccette, VL, Excelsior ed Excelsior E4, auto/moto al seguito),  treni Italia - Svizzera o Eurocity o Euronight (solo posti a sedere) per il percorso nazionale. 
L’indennità non viene, inoltre, riconosciuta per i biglietti gratuiti e se risulta di importo pari o inferiore a 4 euro a viaggiatore.
In particolare per i treni regionali occorre inoltrare la richiesta di indennità, reperibile presso le biglietterie e su questo sito, per posta, entro e non oltre 30 giorni, alla Direzione Regionale competente per la località di destinazione del viaggio con allegato il biglietto in originale obliterato alla partenza e all’arrivo. La Direzione Regionale ti invierà, entro un mese dal ricevimento della richiesta, un biglietto a fascia chilometrica oppure un modulo per il ritiro di denaro, nel caso in cui tu lo abbia esplicitamente richiesto.
Sono escluse alcune tipologie di biglietto, come indicato nelle Condizioni Generali di Trasporto Trenitalia.


Anche Altroconsumo, dopo la sentenza di qualche mese fa, si è mossa in favore di noi viaggitori presentando una diffida nei confronti di Trenitalia.
Quindi, che abbiate acquistato il biglietto on-line piuttosto che in stazione sappiate che potete richiedere un rimborso. In alto a destra, nella pagina, trovate il modulo da stampare per la richiesta di indennità da ritardo (vale anche per i treni regionali).

Per consigli o segnalazioni scrivete a: tecknologie@corriereromano.it
Stefano Soriano

 
 

[15-11-2013]

 
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