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Federico Buffa al Teatro Qurino

racconta Le Olimpiadi 1936

«Un buco nella Storia, un momento in cui tutto sta già succedendo, ma nessuno se ne accorge».

 Così Federico Buffa, già storica seconda voce delle telecronache Nba, già opinionista di Sky Sport e icona del giornalismo sportivo, definisce le Olimpiadi del 1936. Cuore pulsante del monologo teatrale che ha portato al teatro Quirino a Roma gli scorsi 25, 26 e 27 settembre ed estenderà in tutta Italia fino a dicembre.

Buffa interpreta la parte di Wolgang Furstner, comandante del villaggio olimpico, con lui musicisti Alessandro Nidi, Nadio Marenco e la cantante Cecilia Gragnani. Si parla di Jesse Owens, un afroamericano che vince quattro ori nella Berlino di Hitler e non riceve dal presidente degli Stati Uniti nemmeno un telegramma di felicitazioni  e di Sohn Keechiung, il vincitore coreano della maratona che fu premiato però come atleta del Sol Levante sotto la bandiera giapponese, perché nel frattempo la Corea era stata occupata dal Giappone. Due storie che costituiscono una battaglia magnifica contro tutto e contro tutti. Senza dimenticare, infine, la straordinaria regista tedesca Leni Riefensthal, che immortalò l’evento in un documentario ancora oggi attuale.  

Il tutto condito dallo stile sempre più trasversale, di un uomo come Buffa, dalle sue "digressioni funzionali", dalla sua capacità di raccontare lo sport parlando d'altro, e viceversa. Soprattutto, dall’incredibile curiosità che lo anima, dalla voglia di imparare che lo qualifica - paradossale, per quanto parli e ami parlare - molto più della voglia di insegnare.

Marco Sargenti
 
 

[01-10-2015]

 
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