Giornale di informazione di Roma - Sabato 01 ottobre 2016
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Teatro Roma
 
» Prima Pagina » Cultura Roma » Teatro Roma
 
 

Quando l’amore è più forte del pregiudizio

Enzo Iacchetti e Marco Columbro ripresentano “Il Vizietto” al Teatro Sistina

di Luca Siliquini

«Affrontiamo temi come l’omosessualità e le coppie di fatto in maniera schietta, chiara e divertente. Nel musical sono evidenti due grandi questioni del nostro tempo. La politica che attacca gli omosessuali. E gli omosessuali che rispondono con la parola Amore. Questo spettacolo serve anche a far luce sull’amore di cui sono capaci le coppie di fatto, a cominciare da quelle gay». È con queste parole che Massimo Romeo Piparo, regista numero uno dei musical in Italia nonché direttore artistico del Teatro Sistina, introduce il proprio, personale adattamento de Il Vizietto, commedia musicale ormai nota in tutto il mondo fin dai primi anni Ottanta. In effetti, in tempi di drammi, ebola e ipertassazioni, rilanciare uno spettacolo con un messaggio tanto positivo può risultare una scommessa nient’affatto semplice. Qualcuno potrebbe addirittura storcere il naso. L’amore che trionfa su tutto, con la negatività che si respira in giro. Roba d’altri tempi, quasi disarmante, nel 2014. E invece il messaggio funziona. Funziona e attrae. Per la ragione più semplice del mondo. Perché è un messaggio eterno e universale.

Ispirato all’omonima opera teatrale francese di Jean Poiret del 1973 – da cui sono stati tratti il celebre film di Edouard Molinaro nel 1978, con Michel Serrault e Ugo Tognazzi, e il plurireplicato musical del 1983, La Cage aux Folles, di Jerry Herman e Harvey Fierstein -, Il Vizietto racconta la storia di Albin, in arte Zazà (interpretato in quest’occasione da Enzo Iacchetti), e Renato (un azzeccatissimo Marco Columbro), una coppia omosessuale (o ‘di fatto’, si direbbe oggi) che gestisce un affermato locale per travestiti a Saint Tropez. Zazà, che si esibisce nel citato locale come drag queen, e Renato convivono felicemente da più di vent’anni. E hanno un figlio, Laurent. Nato da una fugace relazione di Renato con una ballerina inglese. Il loro armonioso concubinato viene sconvolto nel momento in cui Laurent annuncia il proprio, imminente matrimonio con la figlia di un politico bigotto e ultraconservatore. Guai grossi, per i due proprietari del night club. Sì, perché la visita dei futuri suoceri è prossima, e la verità scotterebbe troppo. Renato decide quindi che Albin/Zazà non sarà presente alla cena che vedrà presenti i giovani fidanzatini e i rispettivi “genitori”. Albin è troppo effeminato, e comunque rimane un uomo. L’onorevole non approverebbe mai e poi mai. Da qui ha inizio una serie di esilaranti equivoci comici, con un finale a sorpresa che certamente diverte, ma fa anche tanto riflettere.

La coppia Enzo Iacchetti/Marco Columbro, ormai più che consolidata in questo spettacolo, da vita, rispettivamente, a un Albin e un Renato formidabili. L’affiatamento tra i due attori è palpabile, visibile al pubblico fin dalla prima scena. Non ridere è impossibile. Com’è impossibile – ed è bene ribadirlo – non riflettere sul senso primo e ultimo della commedia. Che, perché no, a tratti è anche commovente. Un plauso particolare va al corpo di ballo e alle coreografie di Bill Goodson, così come a Martino Iacchetti, figlio di Enzo, che interpreta con gran disinvoltura il ruolo del figlio Laurent, e Russell Russell, che veste i panni del maggiordomo Jacob – in arte Claudine -. Per non parlare delle divertenti musiche orchestrate dal maestro Emanuele Friello. Uno spettacolo veramente godibile, da vedere per passare due ore in allegria e soprattutto per aprire gli occhi. E ce n’è bisogno.

Per info:

Teatro Sistina

Via Sistina, 129, 00187 Roma

INFORMAZIONI GENERALI: frontoffice@ilsistina.it
Tel. 06 4200711

INFOLINE PRENOTAZIONI 392 8567896

 

IL VIZIETTO – LA CAGE AUX FOLLES

DAL 23 OTTOBRE AL 2 NOVEMBRE 2014

 

[24-10-2014]

 
Lascia il tuo commento