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VIAGGIO ALL’ISOLA DI SAKHALIN

il racconto delle vite dei reclusi siberiani si intreccia alle vite dei detenuti di Rebibbia

 “Io sono profondamente convinto che tra cinquanta o cento anni si guarderà alla pena dell’ergastolo con la stessa perplessità e imbarazzo con cui oggi guardiamo all’applicazione della tortura … Per cambiare questa eterna prigionia con qualcosa di più razionale e rispondente a giustizia, ci mancano ancora le conoscenze, l’esperienza, il coraggio …” scriveva cosi Cechov in una lettera dalla Siberia, del 1890 durante il  viaggio  che  fece in qualità di medico  all’isola-prigione Sakhalin, la colonia penale per gli ergastolani posta all’estremo oriente della Russia.  Un esperienza che ha ispirato la Compagnia del carcere di Rebibbia che questo week end  ha portato in scena al Teatro Argentina lo spettacolo “Viaggio all’isola di Sakhalin” ideato e diretto da Laura Andreini Salerno e dalla drammaturga Valentina Esposito.

 Il cast è composto da trenta detenuti-attori della Compagnia del Reparto G8 del carcere di Rebibbia che scontano pene di lunga durata, alcuni l’ergastolo. Molti dei detenuti si sono distinti per le qualità interpretative dando vita in maniera brillante, allo sconvolgente reportage cechoviano.  Il racconto sulle condizioni di detenzione  intreccia una delle più sorprendenti esperienze dello scienziato cognitivo Oliver Sacks che nell’ “isola dei senza colore”  incontra uomini e donne che l’isolamento ha reso ciechi ai colori.   “Acromatopsia” è il nome scientifico della malattia diffusa da un gene misterioso.  In realtà il dottore scoprirà che si tratta della “cecità degli affetti”: il male che colpisce in ogni tempo, luogo e condizione coloro che vivono reclusi e privati delle fondamentali relazioni umane e affettive.

Lo spettacolo si inserisce all’interno del progetto Teatri di Comunità, un programma di attività che il Teatro di Roma promuove per coniugare l’arte al territorio e alle realtà che vi operano.  Durante il benvenuto ai presenti, attraverso una lettera  Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano  ha espresso il suo orgoglio  complimentandosi per l’impegno degli organizzatori in un progetto artistico ancora più prezioso per la sua valenza sociale.

Nunzia Castravelli
 
 

[21-09-2014]

 
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