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Storie d’amore, storie di hostess

Al Teatro Quirino, la commedia degli equivoci “prende il volo”.

di Luca Siliquini

C’erano una volta una tedesca, una spagnola e un’americana. Sì, sembra l’attacco di una barzelletta. Il classico luogo comune che si utilizza per tentare di far ridere qualcuno. Un po’ come il noto spot. “Ti piace vincere facile”. E nel frattempo, il cane in motocicletta surclassa i compari quadrupedi che si sfidano con il solo ausilio delle quattro zampe. Il principio è chiaro, no? Bene. Facciamo un volo pindarico, come si suol dire. Pensiamo alle commedie di Plauto. Tutte sostanzialmente strutturate allo stesso modo. Equivoci su equivoci su equivoci. E il ruolo determinante del servo. Che forse il noto commediografo latino mancasse di fantasia? No. Non si tratta di questo. Il punto è un altro. Ossia che Plauto utilizzava tale canovaccio perché sapeva che faceva ridere. Punto. Ora, ai tempi dell’antica Roma, basarsi su un simile principio aveva un senso. Ma adesso? È ancora così necessario utilizzare certi standard per strappare una risata? Per portare il pubblico a teatro? La risposta pare essere piuttosto scontata. Sì. Ma non si capisce fino a che punto sia un bene.

Boeing Boeing
, in scena al Teatro Quirino fino al prossimo 13 aprile, è una commedia che da quarant’anni riscuote ampi consensi a livello mondiale. È addirittura entrata nel Guinness dei primati. A Londra, nel 1965, è rimasta in cartellone per la bellezza di sette anni consecutivi. Tanto da spingere la Paramount  a trarne un film con Tony Curtis, Jerry Lewis e Thelma Ritter. Grandi soddisfazioni per lo sceneggiatore Marc Camoletti, ideatore della pièce. Un successone di pubblico e critica, con tanto di vagonata di awards. E in  effetti la commedia funziona. È orchestrata molto intelligentemente. E soprattutto – come già indicato –, è impostata su parametri che funzionano da soli. Mantenendo la metafora “aeronautica”, è come inserire il pilota automatico. Quindi, nel caso dell’adattamento proposto dal Quirino, poteva sbagliare un figlio d’arte DOC come Gianluca Guidi? Affiancato da un altro attore con la A maiuscola del calibro di Gianluca Ramazzotti? Certo che no. Infatti qui va tutto alla grande. Dalla partenza all’atterraggio. Un volo morbido e docile. Come d’altra parte dimostra la trama.

Anni ’60. Bernardo, un architetto italiano di successo che vive e lavora a Parigi, ha tre fidanzate straniere, tutte assistenti di volo. L’americana Gloria lavora per la TWA, la spagnola Gabriela per l’Iberia e la tedesca Greta per la Lufthansa. Bernardo tiene minuziosamente gli orari delle loro compagnie, in modo che le tre donne non si incontrino mai. Riesce nell’impresa soprattutto grazie all’aiuto della governante Berta. La quale – spesso di malavoglia – reimposta i menu e l’arredamento della camera da letto in base ad arrivi e partenze. In ogni caso,  Bernardo è riuscito a convincere ogni donna che lei è l’unico vero amore della sua vita. Tanto è vero che, al momento dell’inaspettato arrivo dall’Italia del vecchio compagno di scuola Roberto, il nostro non fa che vantarsi del suo “calendario perfetto”. Purtroppo per Bernardo, gli errori di valutazione sono sempre dietro l’angolo. La tecnologia infatti avanza, e un jet Boeing di nuova generazione, più veloce ed efficiente, è stato introdotto sul mercato. Ovviamente scombinando il “calendario perfetto”. In più, bisogna calcolare i ritardi degli aerei, le previsioni del tempo e tutte le complicazioni che sorgono quando il comportamento delle donne non
corrisponde a un’attenta pianificazione dello stesso Bernardo. In altre parole, tutto ciò che è possibile infilare per alimentare equivoci su equivoci. Tanto, da che mondo è mondo, a  far ridere sono quelli. Come la classica storia della buccia di banana, per intenderci.

Bene sottolineare di nuovo che di per sé Boeing Boeing è una commedia godibilissima. Ma godibilmente scontata. Per cui, ottimi i due Gianluca (Guidi e Ramazzotti), rispettivamente nei ruoli di Bernardo e Roberto, che tengono il palco da navigati mestieranti quali sono. Eccezionale Ariella Reggio, a indossare i panni della governante Berta – il “determinante ruolo del servo” a cui si faceva riferimento prima, in questo caso più calzante che mai  –. Davvero brave le tre hostess: l’americana Gloria, interpretata da Barbara Snellenburg, la spagnola Gabriela, che ha il volto di Marjo Berasategui – Pieraccioni docet – e la tedesca Greta, nella vita Sonia Bader. E molto ben realizzata anche la scenografia, essenziale ma d’impatto – tutta la commedia si svolge in casa di Bernardo  –. Tutto perfetto. Da andare a vedere se si vogliono passare due ore in totale spensieratezza. Del resto, al compitino da manuale la maestra ha sempre messo 10.
 

Per info:

01.13 Aprile 2014

ENTE TEATRO CRONACA
in coproduzione con
Festival di Borgio Verezzi e 
Benevento Festival Città Spettacolo XXXII edizione
Gianluca Guidi  Gianluca Ramazzotti
BOEING BOEING
commedia in due atti di Marc Camoletti

versione Italiana di Luca Barcellona 
Francis Evans
con Ariella Reggio nel ruolo di Berthe
e con Barbara Snellenburg  Marjo Berasategui  Sonja Bader
scene e costumi Rob Howell
musica originale Claire van Kampen
disegno luci Stefano Lattavo

 

regia Mark Schneider
sulla regia originale di Matthew Warchus
allestimento scenico originale prodotto da Sonia Friedman LTD e vincitore del TONY

AWARD 2008 come miglior revival anni 60

 

[03-04-2014]

 
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