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La maledizione della prima moglie

Storia di Lilith, angelo-paladino delle creature dolenti

di Luca Siliquini

In principio era il Male. Caos, forze oscure da governare. La Terra necessitava di un ordine. Un ordine celeste e duraturo. Soltanto un’Entità Superiore avrebbe potuto contrastare il Demone. Attraverso un emissario, un angelo della guerra pronto a combattere e sacrificarsi. In nome del Signore, naturalmente. Fu così che Dio creò Lilith, la prima moglie di Adamo. Ma Lilith era troppo ribelle. Rifiutava di obbedire al marito. Non accettava di venire soggiogata. Motivo per cui Dio la maledisse eternamente, e al posto di Lilith creò Eva come seconda moglie di Adamo. Eva. Il ritratto della moglie mansueta e ossequiente. Almeno in apparenza. Già, perché la storia del serpente e della cacciata è nota a tutti. Un po’ meno noto, invece, è il fatto che fu la stessa Lilith a convincere Eva a lasciare l’Eden e andare sulla Terra. Perché il Male si può sconfiggere soltanto guardandolo in faccia. Toccandolo, sporcandosi le mani. Non certo osservandolo dall’alto di un luogo immacolato. Lilith disobbedisce per la seconda volta. E in questo caso, la punizione di Dio si fa molto più severa. Lilith non solo viene cacciata dal Paradiso terrestre, ma viene costretta a vivere tutta l’eternità come fosse un immenso, angoscioso presente. Una giostra che non si ferma mai, girando costantemente su sé stessa. Sulla Terra, per lei, non esiste il concetto di tempo. Lilith, l’angelo ormai divenuto demone, è costretta ad ascoltare il dolore degli esseri umani. A consolarne il pianto, a struggersi della loro crudeltà. Questo, finché non avrà sconfitto il Male dal globo terrestre. Soltanto allora, infatti, il demone potrà tornare l’angelo della guerra che era stato. In Paradiso, al fianco di Dio. Ma fino al momento in cui ciò non avverrà, Lilith rimarrà “semplicemente” una donna. In carne, ossa e sangue. Con tutte le conseguenze che tale condizione comporta. Oltre al fatto che sconfiggere il Male, sulla Terra, è impresa pressoché impossibile.

La leggenda dell’”angelo della guerra”, risalente all’antica cultura ebraica, è estremamente affascinante e ricca di significati intrinseci. Nel suo libro Apocalisse di Lilith, viaggio verso la fine del tempo, Luciano Violante ne ripercorre la storia al fine di analizzare, una volta di più, l’eterno rapporto tra Bene e Male che da sempre condiziona l’esistenza umana. Ed è proprio partendo dal racconto di Violante che Mascia Musy e Francesco Saponaro hanno sviluppato il progetto Io Lilith, spettacolo itinerante che ieri sera ha fatto tappa al Teatro Argentina. Un intenso monologo che affronta sì la questione dell’immortale dicotomia dell’essere umano – ne abbiamo già ampiamente parlato  –, ma che sviscera anche tante altre tematiche. Sempre attuali e degne di riflessione. Ad esempio, il rapporto tra uomo e donna, e come è cambiato nel corso dei secoli. Oppure il rapporto dell’uomo con Dio (o qualsivoglia entità suprema). Per non parlare del degrado morale della società, occidentale in primis. In altre parole, da una leggenda si costruisce un mondo. E se ne esplorano i destini.

L’interpretazione di Mascia Musy è straordinaria. Una Lilith appassionata, sofferente e combattiva. Sebbene rassegnata al proprio destino di “serva dei sofferenti”. Sul palco, gli occhi non possono che essere proiettati su di lei. Non c’è praticamente alcun oggetto di scena. Soltanto una donna-angelo legata a una fune – simbolo del legame di Lilith con il Creato. Un legame ancora in atto, ovviamente –. Una donna ormai demone che racconta la propria triste storia. E in essa, la storia di esseri umani afflitti, individui costretti a vivere al margine. Il sopravvissuto ai campi di concentramento, il reduce dalla guerra in Iraq che tenta due volte il suicidio. L’uomo che in Russia gioisce il giorno della morte di Stalin. Ma si chiede se veramente il futuro sarà migliore, adesso. Intanto, due bastoni volteggiano tra le mani  della Musy. Dipingendo virtualmente immagini di angoscia e disperazione. Già, perché la lotta tra Bene e Male è impari. Il secondo prevarrà sempre. E dunque, l’espiazione di Lilith sulla Terra non finirà mai. La demone non tornerà più angelo.

[18-03-2014]

 
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